Maggioranza ancora divisa sull'invio di armi all'Ucraina

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AGI - La posizione dell'Italia sulla crisi ucraina continua ad agitare le forse di maggioranza: Lega e Pd si confermano distanti soprattutto sulle modalità del sostegno al governo di Kiev, in particolare sull'invio di armi.

E lo stesso M5S continua a restare in bilico tra la posizione 'governista' del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e quella più critica del presidente pentastellato, Giuseppe Conte. Intanto, il presidente del Copasir, Adolfo Urso, denuncia la 'cyber war' messa in atto da Mosca e definisce l'attacco delle autocrazie all'Occidente, "sistematico e permanente".

"Spero non ci sia bisogno di votare nessun nuovo invio di armi" all'Ucraina - ripete Matteo Salvini - "spero che l'unica arma che si voglia usare è quella della diplomazia. Si deve riaprire il tavolo del dialogo in campo neutro, a me piacerebbe molto sia in Vaticano, spero si trovi una sede dove confrontarsi", ribadisce il leader della Lega.

La data chiave è quella del 21 giugno, quando il presidente del Consiglio, Mario Draghi, tornerà in Parlamento per riferire alla viglia del Consiglio europeo.

"Chi si appresta a contestare la linea del Presidente Draghi il 21 giugno, contesta la linea dell'Ue. L'Italia dall'inizio della guerra porta avanti le decisioni dell'Europa, siamo parte di un'alleanza, che piaccia o meno a Salvini e a Conte. La pace, equa e condivisa, e' un obiettivo che dobbiamo raggiungere con i nostri partner", replica il senatore Pd Andrea Marcucci.

Il conflitto in Ucraina e le 'ricadute' di politica interna coinvolgono direttamente il M5S, con il presidente dei pentastellati Giuseppe Conte che da settimane ha assunto una linea diversa rispetto a quella del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

I diretti interessati negano un contrasto, ma è lo stesso titolare della Farnesina a chiarire: "Io sto agendo come ministro degli Esteri sulla base di una risoluzione che ha votato il Parlamento ed è stata votata da quasi tutti i partiti in Parlamento, non solo quelli della maggioranza, ma anche alcuni di opposizione".

"Siamo tutti d'accordo che dobbiamo arrivare alla pace, che serve una escalation che sia diplomatica e non miliare e fino ad ora tutti gli aiuti che abbiamo dato all'Ucraina, anche sul piano militare, si sono basati su una risoluzione del Parlamento e soprattutto sul principio di legittima difesa. Vi ricordo che in questo momento la Russia sta continuando ad avanzare in un Paese che non è la Russia e lo sta facendo con armi, carri armati e gli ucraini si stanno solo difendendo".

Conte minimizza: "Non mi risulta che ci sia alcuno scontro con Di Maio - dice- ieri è venuto anche a salutarmi in due passaggi che abbiamo fatto in Campania e non ho mai avvertito negli incontri con lui che abbia una linea diversa da quella del movimento. Affronteremo la risoluzione del 21 giugno in modo sereno. Speriamo che sia appoggiata da tutta la maggioranza di governo, dall'opposizione, e da tutto il Parlamento".

Intanto il presidente del Copasir rinnova l'allarme: "Al di là della seconda invasione russa in Ucraina, dobbiamo essere consapevoli del fatto che la guerra cibernetica è da tempo praticata in maniera sistematica e permanente dai sistemi autoritari e autocratici che si contrappongono all'Occidente".

"Ecco perché - ha aggiunto - va ulteriormente accresciuto il nostro livello di resilienza anche se abbiamo un sistema di sicurezza già efficiente e nel giugno 2021, colmando una lacuna di anni, abbiamo finalmente attivato l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale che lavora proprio in questa direzione".

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