Maggioranza rischia su proposta Calderoli, tensione al Senato

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Alta tensione al Senato nell'esame del decreto legge sulla data delle elezioni suppletive, regionali comunali e l'election day con il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, sul quale il governo si appresta a chiedere la fiducia. Per alzata di mano è stata accolta la proposta del senatore della Lega Roberto Calderoli di non passare ai voti degli articoli. Successivamente la proposta è stata respinta per 105 voti a 102 con la controprova mediante il procedimento elettronico. "Nelle tribune di primo livello le persone che adesso ci sono prima non c'erano -ha lamentato Calderoli- e se applaudite perché vincete di 3 voti dovreste nascondervi non nelle tribune". 

La vicecapogruppo di Forza Itallia, Licia Ronzulli, ha chiesto di verificare con le telecamere a circuito chiuso se chi ha votato nella controprova era presente nelle postazioni nelle tribune dell'Aula del Senato anche quando si è votato per alzata di mano. 

"Siccome uno dei miei compiti è quello di garantire la buona amministrazione di questo Senato e cioè un Senato che non deve avere nè ombre nè sospeti, sospendo la seduta in vista della verifica della chiusura delle porte nelle tribune", ha detto Casellati. 

La verifica ha evidenziato l'assenza di irregolarità. Dopo due ore di sospensione, il presidente Casellati ha letto in Aula la relazione che, in base all'esame dei filmati a circuito chiuso e alle testimonianze degli assistenti parlamentari, ha decretato che nessun senatore è entrato nell'emiciclo e nelle postazioni delle tribune dopo la chiusura delle porte. Confermato quindi il no alla proposta Calderoli, 104 sfavorevoli contro 102 favorevoli. La differenza rispetto ai 105 che erano risultati inizialmente è dovuta al fatto che "la senatrice Drago ha dichiarato d aver votato per errore con il tablet, pur essendo rimasta fuori dalla porta della tribuna".