Maggioranza vara pdl costituzionale,nuove norme dopo taglio... -2-

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Roma, 6 nov. (askanews) - Di seguito pubblichiamo il testo della relazione che accompagna la proposta di legge costituzionale della maggioranza dal titolo "Modifiche all'articolo 57 della Costituzione in materia di base elettorale per l'elezione del Senato della Repubblica, nonché modifica dell'articolo 83 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei delegati regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica".

"Onorevoli deputati! La presente proposta di legge di revisione della Costituzione - spiega la relazione - contiene alcune importanti modifiche che si rendono oggi indispensabili in vista della prossima, possibile, promulgazione della legge costituzionale recante 'Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari', approvata in seconda deliberazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi, pubblicata nella GU n. 240 del 12 ottobre 2019".

"La riduzione del numero dei parlamentari - prosegue il testo - pone il problema di rappresentatività delle assemblee nei confronti del pluralismo degli interessi territoriali, politici e sociali espressi dal corpo elettorale come anche la questione della funzionalità delle nuove Camere. Un problema ignorato dalla legge 27 maggio 2019, n. 51 che, approvata per assicurare l'applicabilità delle leggi elettorali oggi vigenti in caso di approvazione della revisione costituzionale del numero dei parlamentari, determinerebbe - in assenza di ulteriori interventi legislativi e costituzionali - la formazione di collegi uninominali eccessivamente estesi per il Senato si giungerebbe fino a un milione di abitanti per collegio - e una accentuata discrasia tra le regioni nel rapporto tra seggi da assegnare e popolazione media. Il presente disegno di legge cerca, innanzitutto, di dare una prima risposta a questi problemi, con l'obiettivo di rafforzare la rappresentatività dei parlamentari nei confronti della più ampia platea di elettori".

"A questo scopo, l'articolo 1 del presente disegno di legge - spiega la relazione - costituzionale è finalizzato a modificare il principio di elezione a base regionale del Senato della Repubblica, introducendo la base circoscrizionale. Si lascia alla legge la determinazione dell'ambito territoriale delle circoscrizioni per l'elezione dei Senatori".

"L'articolo 2 - proseguono i proponenti - tratta l'importante e collegata questione dell'elezione Presidente della Repubblica, per la quale è indispensabile riequilibrare l'incidenza dei delegati regionali nel Parlamento in seduta comune, riducendoli di un terzo in maniera analoga a quanto realizzato per il numero dei parlamentari".

"L'articolo 3, infine, subordina l'entrata in vigore della legge - precisa ancora la relazione di accompagnamento alla proposta - alla entrata in vigore della citata legge costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari. Si prevede, inoltre, che l'applicabilità della disposizione contenuta all'art. 2, riguardante la riduzione dei delegati regionali, sia posticipata alla legislatura successiva all'entrata in vigore della legge. In questo modo la riduzione dei delegati regionali sarà applicata dopo la prima elezione del Parlamento con la nuova composizione".

"Queste proposte di modifica costituiscono - spiegano i promotori - un primo nucleo di interventi volti ad accompagnare la riduzione del numero dei parlamentari la cui ragione di fondo non può essere il mero 'taglio delle poltrone' o una generica riduzione dei costi, ma deve essere inteso come intervento idoneo a salvaguardare la dignità e il ruolo al Parlamento, l'organo costituzionale al centro della nostra democrazia rappresentativa, l'unico eletto direttamente da tutti i cittadini italiani".

"In questa prospettiva è auspicabile - conclude la relazione - che si possa realizzare un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione e quindi una larga convergenza parlamentare, su queste modifiche al testo costituzionale".

(segue)