"Mai più!", il grido del Papa a Nagasaki e Hiroshima

(dall'inviato Eliana Ruggiero)

 "Mai piu!". Dalle due città martiri dell'Olocausto nucleare, Nagasaki e Hiroshima, si è levato forte il grido di Papa Francesco che definisce l'uso dell'energia atomica per fini di guerra "immorale, come allo stesso modo è immorale il possesso" delle sue armi, dice richiamando lo storico appello lanciato in Vaticano nel 2017 per il disarmo nucleare. "È un crimine" e "saremo giudicati per questo". "Mai piu'!", ripete. "Mai più la guerra, mai più il boato delle armi, mai più tanta sofferenza!".

Al Memoriale della Pace di Hiroshima - che sorge nel luogo in cui il 6 agosto del 1945 esplose la bomba atomica -, il Pontefice sottolinea di portare "nel cuore anche le suppliche e le aspirazioni degli uomini e delle donne del nostro tempo, specialmente dei giovani, che desiderano la pace, lavorano per la pace, si sacrificano per la pace", il grido "dei poveri, che sono sempre le vittime più indifese dell'odio e dei conflitti". Francesco si stringe ad alcuni sopravvissuti a quel tragico giorno che segnò per sempre "il volto dell'umanità", a quell'istante dove "tutto venne divorato da un buco nero di distruzione e morte", e da "quell'abisso di silenzio - rimarca il Papa -, ancora oggi si continua ad ascoltare il forte grido di coloro che non sono piu'".

"Faccio memoria qui di tutte le vittime e mi inchino davanti alla forza e alla dignità di coloro che, essendo sopravvissuti a quei primi momenti, hanno sopportato nei propri corpi per molti anni le sofferenze più acute e, nelle loro menti, i germi della morte che hanno continuato a consumare la loro energia vitale", aggiunge spiegando di aver "sentito il dovere di venire in questo luogo come pellegrino di pace, per rimanere in preghiera, ricordando le vittime innocenti di tanta violenza" ed "essere la voce di coloro la cui voce non viene ascoltata e che guardano con inquietudine e con angoscia le crescenti tensioni che attraversano il nostro tempo, le inaccettabili disuguaglianze e ingiustizie che minacciano la convivenza umana, la grave incapacità di aver cura della nostra casa comune, il ricorso continuo e spasmodico alle armi, come se queste potessero garantire un futuro di pace". Mentre la "vera pace puo' essere solo una pace disarmata".

La giornata di Papa Francesco è cominciata a Nagasaki, che subì il destino di Hiroshima tre giorni dopo. Una pioggia battente e incessante caratterizza tutta la cerimonia all'Atomic Bomb Hypocenter Park, situato all'interno del Parco della Pace. Ma vi è una folla ad ascoltare il Pontefice argentino, e in 35mila sono presenti anche alla messa celebrata in seguito allo Stadio di Baseball.

"Questo luogo ci rende più consapevoli del dolore e dell'orrore che come esseri umani siamo in grado di infliggerci", ci ricorda "ancora una volta l'orrore indicibile subito nella propria carne dalle vittime e dalle loro famiglie", dice Francesco nel Parco della Pace dove saluta la moglie e il figlio del fotografo Joe O'Donnell, autore dell'immagine simbolo dell'esplosione atomica a Nagasaki: un bambino con in spalla il fratellino morto, che aspetta il momento per cremare il suo caro. Una foto che lo stesso Bergoglio piu' volte ha citato e donato in varie occasione e ha apposto il commento "Il frutto della guerra". "Un mondo senza armi nucleari è possibile e necessario", rimarca e all'interno del 'Nagasaki Atomic Bomb Museum' commuovono gli origami che tappezzano intere pareti. Coloratissimi lavori in carta, delle opere d'arte, alcune delle quali piccolissime, realizzate da grandi e bambini che da tutto il mondo vogliono testimoniare il loro desiderio di pace.