Make America Great Again in libreria

Giuseppe Fantasia
·Journalist
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Dove sono finiti, almeno negli ultimi anni, i buoni propositi richiesti e scritti da Thomas Jefferson nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America? “Noi riteniamo di per sé evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà e il perseguimento della Felicità”, leggiamo nel documento datato 1776. Parole, le sue, che hanno definito sin dall’inizio agli occhi del mondo le caratteristiche uniche dell’“esperimento americano” e che Jill Lepore ha ripreso nel suo libro – “Queste verità” /Rizzoli, trad.ne di Paolo Franzoni e Rosa Prencipe) - per farci notare come le verità del terzo presidente degli Stati Uniti si siano evolute e cambiate in oltre cinque secoli di storia.

Quella del suo Paese e che lei, che la insegna ad Harvard, ripercorre magistralmente in più di mille pagine ricche di aneddoti rivelatori di grandi figure e personaggi dimenticati, di storie di presidenti e di avventurieri, di ritratti di criminali e di idealisti. Una narrazione attenta che inizia con Cristoforo Colombo, nel 1492, e si conclude nel Paese diviso e tormentato della presidenza Trump.

“Gli americani di oggi – ricorda l’autrice che collabora con il New Yorker - discendono da conquistatori e da conquistati, da schiavi e da proprietari di schiavi, da immigrati e da coloro che hanno combattuto l’immigrazione”. Gli Stati Uniti sono “una nazione contraddittoria sin dalla sua nascita”, è “una nazione fondata su diritti universali che lotterà per sempre contro le forze del particolarismo”, “una nazione di immigrati che non potrà chiudersi nei suoi confini”, “una nazione che è nata dalla contraddizione di essere libera in una landa di schiavi, sovrana in ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.