Malaria: Msf, 'vaccino essenziale ma dubbi su dosi, costi e efficacia'

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Il vaccino contro la malaria è il risultato di un "lavoro incredibile" dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è "sicuro" ed è una "tappa importante", ma ci sono "perplessità" relative all'efficacia, alle dosi da somministrare e ai costi. E' quanto evidenzia Isabella Panunzi, responsabile della vaccinazione per Medici senza frontiere (Msf), esprimendo timori che il nuovo vaccino "tolga attenzione" verso la ricerca di vaccini migliori e di misure di prevenzione della malaria più efficaci.

Il vaccino è importante se pensiamo che la mortalità della malaria è "stagnante" da almeno un decennio se si considera l'Africa e che le misure esistenti fino ad oggi, ovvero zanzariere impregnate con insetticidi e profilassi farmacologica, "sono strumenti imperfetti e sempre meno efficaci", spiega Panunzi, secondo cui questo siero è "uno strumento in più", ma avrà un "impatto limitato".

Il primo dubbio, sottolinea la dottoressa, è legato alla sua efficacia, stimata del 30% in casi di malattia severa e del 21% per l'ospedalizzazione per malaria. "E' un vaccino che va a ridurre il carico sul sistema sanitario", sostiene Panunzi, ponendo l'accento sul fatto che "i bambini continueranno a prendere la malaria, ma la maggior parte di loro non sarà gravemente malato. L'efficacia non è soddisfacente comunque".

"Un altro problema fondamentale - prosegue la responsabile di Msf - è che il vaccino richiede più dosi da somministrare, almeno tre nei primi mesi di vita. Questo significa che se un bambino ha accesso a una sola dose non cambierà il suo rischio di prendere la malaria e di morire, deve comunque prendere almeno tre dosi". I valori sull'efficacia, ricorda Panunzi, si riferiscono alla somministrazione dell'intero ciclo vaccinale.

C'è poi la questione di costi. Il vaccino contro la malaria costa "moltissimo rispetto agli altri, tra i 5 ed i 10 dollari per dose, significa 30 dollari per bambino. Quello del morbillo costa qualche centesimo e già non si riescono a coprire le spese", rimarca la dottoressa, secondo la quale l'idea dell'Oms è quella di non lanciare una campagna vaccinale su larga scala nel continente, ma di inserirlo nei programma vaccinali dei singoli Paesi, e in ogni caso "è assolutamente necessario l'aiuto della comunità internazionale".

Una campagna vaccinale, dichiara, presuppone "avere disponibilità enormi e queste non ci sono perché è una sola l'azienda che lo produce. Per questo - conclude Panunzi - ci serve un piano molto chiaro. Non possono essere coperti tutti i Paesi e all'Oms si parlava di aree a cui dare la priorità, in particolare dove la mortalità è più alta. Questo vaccino da solo, senza le altre misure che esistono, non avrà l'impatto che si aspetta. E' molto importante che questo messaggio arrivi alle popolazioni".

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