Malata di tumore e con terza dose di vaccino anti-Covid: “Mi godo la vita che mi resta”

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tumore terza dose
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La signora Paola, paziente oncologica, ha inviato una lunga lettera alla redazione di Fanpage in cui racconta il suo approccio alla vita e la decisone di fare comunque la terza dose di vaccino anti Covid.

Paola, il tumore e la terza dose: il racconto

“È una storia un po’ lunga come fortunatamente lo sta diventando la mia vita. Il 29 settembre ho ricevuto la mia terza dose di vaccino Covid in quanto rientro nella categoria dei fragili. Ci appartengo perché dal 2019 sono una paziente oncologica. Ora voglio raccontare la mia storia, che è un chiaro esempio per coloro che parlano del complotto della big pharma.

Paola,il tumore e la terza dose: la brutta notizia

Nel 2018 ho scoperto di avere un piccolo tumore ai polmoni. Ne è conseguito un intervento effettuato a Milano e poi diversi cicli di chemioterapia effettuati all’ospedale fiorentino di Torregalli. Il tumore purtroppo è risultato essere uno di quelli “cattivi”. Infatti, nonostante la chemio, dopo pochi mesi, ha aggredito le ossa. Ulteriore operazione al CTO di Firenze, ciclo di radioterapia, ed infine, sempre all’ospedale Torregalli, l’inizio di immunoterapia con un farmaco molto costoso, Atezolizumab, da fare ogni tre settimane. Oggi lo posso raccontare, sentendomi in gran forma, e senza alcun effetto collaterale. Forse sono particolarmente fortunata, forse l’effetto benefico durerà ancora poco… Non lo so io e non lo sa la splendida oncologa che mi segue, la Dott.ssa Giulia Meoni. So solo che se io avessi dovuto pagare quel farmaco (credo più di 4.000 € a somministrazione) non mi sarei goduta questi ultimi anni, rovinati in parte dal Covid-19.”

Paola, il tumore e la terza dose: “Mi godo quello che mi resta”

“A proposito del Covid: il reparto che mi segue mi ha suggerito di fare la terza dose provvedendo a fissarmi l’appuntamento. Non ho avvertito alcun effetto avverso. Ogni mese faccio il tampone che risulta sempre negativo. Prendo le dovute precauzioni, ma conduco una vita normale godendomi quello che mi resta. Ho scritto questa lettera perchè vorrei che la utilizzaste se potesse servire per far sapere a chi può essere interessato che il personale del DH oncologico di Torregalli rappresentano la metà della cura. Non mi sono sentita mai abbandonata, soprattutto nei momenti del lockdown pesante. E per far sapere che tutto ciò non mi è costato un euro.”

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