Malato di Sla scrive al Papa: "A volte andarsene è l'unica scelta"

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"Scrivo a Papa Francesco delle conseguenze della sofferenza perché la conosco molto da vicino, nella mia esperienza personale e in quella dei tanti disabili gravissimi che ho assistito negli anni". Malato di Sla da quando aveva 14 anni, Gianfranco Bastianello, 63 anni, cattolico praticante, da sempre in prima linea nella difesa delle fasce più fragili della società, da circa 10 anni è in carrozzina ma non ha mai perso la sua determinazione e carica emotiva lavorando nel turismo per 42 anni. 

"Conosco il decorso delle malattie irreversibili, ho esperienza diretta delle loro conseguenze e della sofferenza che provocano - spiega oggi a 'La Nuova Venezia' - non si tratta di depressione o di decisioni prese alla leggera. Alcune volte andarsene è l'unica scelta sensata, per non protrarre una sofferenza che grava da troppo tempo sulle persone che ti circondano. Solo chi ha provato l'impotenza assoluta protratta per anni di certe condizioni di vita può capire quanto mettono alla prova la persona che è affetta da queste malattie. C'è un motivo perché Dio, di cui siamo immagine e somiglianza, ci ha dato due doni: la vita e il libero arbitrio. Riconoscere la sacralità della prima è anche non disconoscere il diritto di esercitare il secondo in piena coscienza finché è possibile", conclude.  

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