Malato di Sla visitato in strada a Milano: “Centro medico inaccessibile”

malato di sla visitato in strada

Anche un marciapiede può trasformarsi in un ambulatorio se le strutture mancano o se non sono accessibili a causa di barriere architettoniche. Non solo in Paesi in via di sviluppo o in piccoli comuni della periferia italiana, ma anche tra le vie di Milano. È qui che l’avvocato Guido Demurtas, malato di Sla, è stato visitato in strada perché il centro medico più vicino è inaccessibile a chi, come lui, si muove su sedia a rotelle.

Malato di Sla visitato in strada

L’avvocato Demurtas si sarebbe dovuto sottoporre a una visita al Centro medico Odescalchi di piazza Stuparich, ma le barriere architettoniche della struttura gli hanno impedito di accedere all’ambulatorio a bordo di un dispositivo elettrico comprato appositamente per potersi recare ai controlli che la sua patologia richiede. Lo scorso ottobre, Guido si è rivolto alla Cassa di previdenza forense per ottenere il riconoscimento dell’invalidità al 60% a fini pensionistici. La Cassa l’ha, a sua volta, indirizzato all’Odescalchi per una visita di accertamento. Durante la telefonata per fissare l’appuntamento, il personale ha informato Demurtas che l’ambulatorio non è attrezzato per persone non deambulanti, ma ha garantito che lo avrebbero personalmente aiutato.

Per facilitare gli spostamenti, l’avvocato ha acquistato una sedia a rotelle elettrica e, paradossalmente, proprio questo dispositivo gli ha impedito l’accesso. “Probabilmente se fossi stato con una normale carrozzina avrebbero tentato di sollevarmi per portarmi dentro. Ma lo scooter era troppo pesante e allora hanno deciso di raggiungermi loro sul marciapiede”, ha spiegato Demurtas. I tre medici (“gentilissimi”, ha precisato l’uomo) lo hanno visitato in strada per 45 minuti.

Da quando ha perso l’uso delle gambe e ha saputo di essere malato di Sla, Demurtas ha tristemente “scoperto un altro mondo, un’altra città. Dal punto di vista delle barriere per le persone disabili, a Milano la situazione è ridicola“.