Malattie autoimmuni: attenzione alle "relazioni pericolose" -2-

Cro-Mpd

Roma, 14 set. (askanews) - "Le persone che soffrono di psoriasi, malattia che interessa circa 1,5 milioni di italiani, hanno un rischio di quasi quattro volte maggiore di andare incontro a malattie infiammatorie croniche intestinali, soprattutto la malattia di Crohn, che in Italia colpiscono 200.000 persone - spiega Giampiero Girolomoni della Clinica Dermatologica dell'Università di Verona, coordinatore del corso - le prove del collegamento tra le diverse patologie arrivano da un'analisi pubblicata su Jama Dermatology che ha valutato e analizzato i dati di 8 milioni di malati con psoriasi confrontandoli con quelli di persone sane. Il paziente arriva dallo specialista di riferimento per la patologia più evidente, ma un medico attento e avvertito può riconoscere le 'bandierine rosse' indicative delle altre malattie e consentirne una diagnosi davvero precoce, che poi si traduce in una terapia più tempestiva e anche più adeguata, tagliata su misura sulle vere necessità del paziente".

L'arrivo dei farmaci biologici, impiegati per molte di queste malattie, ha infatti rivoluzionato profondamente l'approccio consentendo non solo una cura più incisiva della singola patologia, ma anche di trattare contemporaneamente l'infiammazione presente in organi diversi.

"Il 10-20% dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali soffre anche di una forma di artrite ed è quindi fondamentale controllare l'infiammazione spegnendola - interviene Maurizio Vecchi, Ordinario di Gastroenterologia all'Università di Milano, coordinatore del corso - l'anti TNF-alfa, per esempio, può essere utilizzato in tutte queste patologie: in alcuni soggetti può essere perciò possibile una terapia per le diverse malattie con un solo farmaco. In altri casi, invece, individuare le associazioni di patologia può servire a escludere trattamenti proposti per la malattia principale ma che potrebbero 'cozzare' con altre patologie immuno-mediate non ancora evidenti".