Malattie del feto: una tecnica non invasiva al posto della amniocentesi

Sapere, prima ancora della nascita, l'intera storia genetica del proprio figlio. Leggere il dna del nascituro e, dunque, poter prevedere possibili malattie genetiche. E, quindi, trovarsi di fronte alla decisione su cosa fare. Una scoperta straordinaria, che porta con sé anche molti dubbi etici.

Dna virtuale. I ricercatori dell'Università di Washington, infatti, hanno scoperto come stabilire virtualmente l'intero genoma del nascituro, partendo solo dal sangue della madre incinta e una saliva del padre. Ma come funziona? Gli scienziati si sono affidati a un sistema ultraveloce di sequenziamento del dna, che unito a dati statistici e all'utilizzo di un software particolare riesce a dedurre la sequenza genetica del nascituro mesi prima del parto. Un sistema che, però, attualmente non è ancora certo al 100%, anzi, e dunque può venir utilizzato solo in fase sperimentale. Inoltre, oggi come oggi, determinare il dna di un feto costa ancora tra i 20 e i 50mila dollari l'uno, cifra decisamente folle per un utilizzo reale. Ma è un primo passo.

Il miracolo della tecnica non invasiva. In verità, la possibilità di determinare la sequenza genetica e l'insorgenza di malattie genetiche è oggi già possibile tramite l'amniocentesi. Ma si tratta di un intervento invasivo, doloroso e che, soprattutto, è pericoloso per il feto, potendo portare a malformazioni o addirittura all'aborto. Il nuovo metodo, invece, è sicuro e non coinvolge direttamente il nascituro. Permettendo, però, di determinare comunque possibili malattie genetiche e dare ai futuri genitori la possibilità di decidere se portare avanti, o meno, la gravidanza in caso di malattia.

Questioni etiche. La scoperta dei ricercatori di Washington ha subito aperto un dibattito etico negli Stati Uniti. Poter predire esattamente il dna dei nascituri, infatti, rischia di portare a un aumento degli aborti in caso di manifeste malattie genetiche. Un fatto che, però, è già attuale con l'amniocentesi e che, dall'altro lato, significa invece poter interrompere una gravidanza prima di mettere al mondo un bambino seriamente malato. Ma i dubbi etici più grossi, come anche nel caso di altre scoperte scientifiche degli ultimi anni, riguardano la possibile “selezione della specie”. La mappatura precisa e inconfutabile del dna del nascituro, significa poter individuare non solo possibili malattie, ma anche peculiarità del nascituro, dal colore degli occhi all'essere portato o meno per determinate attività. Insomma, si potrebbe sapere fin da subito se un bambino sarà più portato per lo sport o per lo studio, se sarà un potenziale campione. Con il rischio che genitori degeneri decidano di interrompere la gravidanza se il nascituro non rappresenta l'ideale di figlio che si erano aspettati. Insomma, come spesso capita, le scoperte scientifiche mettono il mondo della scienza di fronte a una sfida ancora maggiore: migliorare la qualità della vita senza dar luogo a nuovi Frankenstein o Mengele.

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