Malattie rare, 62 studenti 'in gara' da 24 ore con idee hi-tech per i pazienti

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Sessantadue studenti universitari, del Politecnico di Milano e dell'università di Firenze, 'in gara' da 24 ore per ideare soluzioni utili a migliorare la qualità della vita dei pazienti con malattie rare. La sfida in corso e’ per la terza edizione del Rare Disease Hackathon - un'iniziativa promossa da Shire Italia, ora parte di Takeda, che mette a confronto creativi digitali - oggi alle battute finale al 'Forum della sostenibilità e opportunità nel settore della salute', in corso alla Leopolda di Firenze. 

"Siamo quasi alla fine di una maratona di 24 ore - ha spiegato Annalisa Scopinaro presidente di Uniamo, la federazione delle associazioni di pazienti con le malattie rare - con gli studenti che stanno cercando di capire come cambierà il nostro futuro di malati rari attraverso le loro invenzioni. Questo progetto, già da tre anni, ha portato allo sviluppo di tutta una seria di idee molto importanti che possono semplificare la vita di chi convive con patologie rare. E non solo. Perché si tratta di soluzioni che spesso possono essere trasferite anche alla popolazione generale in determinate circostanze".  

I ragazzi coinvolti non conoscevano prima le malattie rare. In una prima fase, quindi, hanno ascoltato i bisogni dei pazienti per poi dedicarsi all’ideazione dei progetti. Molte le soluzioni pratiche, che in queste ore vengono perfezionate.  

"Solo per citarne alcune - continua Scopinaro - ho visto tra i lavori in corso un dispositivo per un controllo continuo di glucosio nel sangue ai bambini o gli adulti diabetici. Una soluzione che permette loro di sapere precisamente quando hanno necessità di mangiare senza dover seguire necessariamente scadenze fisse. Un'altra idea è quella di un braccialetto che invia i dati al centro di riferimento nel momento in cui c'è un’emergenza: preallerta il centro, l’ambulanza arriva e ha già, grazie ad una app, tutti i dati e le specifiche necessità del paziente. Un solo progetto vincerà il premio in denaro. Ma, in realtà, tutti hanno già vinto per il loro impegno".