Malattie rare: trapiantata con 2 polmoni nuovi affronta giro del mondo a vela

Roma, 7 mag. (Adnkronos Salute) - La malattia che le ha 'divorato' i polmoni non ha fermato Justine Laymond. A 20 anni le fu diagnostica la Linfangioleiomiomatosi (Lam, una malattia rara che colpisce quasi esclusivamente le donne), e in seguito a 13 pneumotoraci restò in coma per tre settimane, prima di essere collegata a una macchina di supporto vitale. Dopo 16 mesi in lista di attesa e tre falsi allarmi, arrivarono i polmoni di un donatore adatti a lei, che le consentirono il doppio trapianto. "Il trapianto rappresenta per me un grande regalo che ho ricevuto dal donatore e ho intenzione di sfruttarlo al meglio", dice Justine, che oggi ha 39 anni ed è stata scelta come ambasciatrice dei trapiantati britannici, per prendere parte alla Gara "Clipper 11-12 - World Yacht Race", un giro del mondo in barca a vale.

Ne dà notizia in un nota Lam Italia (Associazione italiana per la ricerca di una cura per la linfangioleimiomatosi). Justine è la prima partecipante ad avere subito un trapianto doppio polmonare. La gara consiste in un giro del mondo di 40.000 miglia, un'avventura che coinvolge una flotta di 10 yacht. Chiunque può chiedere di partecipare alla gara e i selezionati vengono sottoposti a un intenso allenamento. Quest'anno gli organizzatori hanno reclutato un team di 10 ambasciatori dei trapiantati. Justine è uno dei quattro trapiantati, gli altri tre hanno subito un trapianto al rene, mentre i restanti sono medici specializzati in trapianti che prenderanno parte alla gara per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla donazione di organi.

"Ho scoperto che nessuno al mondo, che ha subito un doppio trapianto polmonare, ha mai fatto questa gara, quindi spero di servire come ispirazione per altre persone. Non soltanto per i trapiantati, ma anche per chi è malato", dice Justine. Dopo il trapianto, Justine ha deciso di mettere alla prova se stessa per quanto possibile, praticando diversi tipi di sport, gareggiando e vincendo l'oro ai Giochi dei trapiantati britannici.

In seguito ai suoi successi sportivi, la donna è stata anche scelta come ambasciatrice sportiva del Chelmsford Borough Council. Ma la gara di vela rappresenta un evento importante, e anche particolarmente impegnativo. "Se devo essere onesta, i miei genitori erano un po' spaventati. Hanno pensato che questo sarebbe stato troppo per me", ammette Justine.

La partenza avverrà il 2 giugno. La sportiva rimarrà in mare per sette settimane. "Per ogni anno mi sono prefissata un obiettivo, una sfida, qualcosa da raggiungere. Sto andando alla prova mentalmente e fisicamente preparata - confida - tuttavia so che questa è l'ultima occasione nella quale riuscirò a fare qualcosa di simile. So che le cose possono cambiare, forse questa esperienza é probabilmente la cosa più pazza che io abbia mai fatto".

L'equipaggio costituito da 20 persone partirà il 2 giugno da New York, e affronterà la prima tappa di 4.000 miglia, per raggiungere la Nuova Scozia, l'Irlanda e i Paesi Bassi, prima di ritornare a Southampton il 22 luglio. Justine dovrà prendere per due mesi delle pillole, perché soffre di mal di mare, questo preoccupa i suoi medici, ma lei è irremovibile: "Ho lottato con la morte più e più volte. Ho ancora problemi, ma sono consapevole che la vita non è per sempre."

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