Malgrado spinta Francia, leader europei divisi su strategia difesa comune

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Il presidente francese Emmanuel Macron al palazzo dell'Eliseo

BRDO, Slovenia (Reuters) - I leader dell'Unione europea non sono riusciti a superare le proprie divisioni sulla possibilità di sviluppare una difesa comune indipendente.

Ad appianare le divergenze non sono bastati il caotico ritiro delle forze occidentali dall'Afghanistan e la spinta della Francia dopo la sua esclusione da un patto geostrategico con gli Usa.

Durante una cena formale in Slovenia, al castello di Brdo, appena fuori dalla capitale Lubiana, i capi di stato e di governo degli Stati membri hanno confermato la solita divisione all'interno dell'Ue, secondo quanto riferito a Reuters da due diplomatici: da un lato gli Stati dell'Europa centrale ed orientale che temono la Russia e vogliono rinforzare l'Europa all'interno della Nato e, dall'altro, il blocco guidato da Germania, Francia, Italia e Spagna che vorrebbe rafforzare la capacità di difesa dell'Ue.

Prima della cena a porte chiuse a Brdo, il presidente francese Emmanuel Macron aveva detto ai giornalisti che il blocco dei 27 deve fare di più per gestire le crisi che si presentano ai suoi confini e per occuparsi della propria sicurezza.

Ai leader europei si uniranno oggi i leader di Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, Macedonia, Kosovo e Albania, che fanno parte della strategia decennale dell'Unione di creare una "cintura di amici" che vada dai Balcani al Maghreb.

"Noi europei dobbiamo essere chiari con noi stessi. Quali sono i nostri interessi per quel che riguarda la nostra sicurezza, i nostri confini, la nostra indipendenza?", ha detto Macron, che ha messo in dubbio l'affidabilità della protezione statunitense sull'Europa dopo la disputa nata tra Washington e Parigi sul patto di sicurezza nell'area indo-pacifica.

Lo scontro è nato il mese scorso dal negoziato segreto per accordo militare, chiamato Aukus, tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia pensato per contrastare l'influenza di Pechino nella regione, dal quale la Francia è stata esclusa. Macron ha detto che incontrerà il presidente Usa Joe Biden al G20 di Roma il 30 e 31 ottobre.

I sostenitori del rafforzameto della difesa europea dicono che i segnali ci sono tutti: lo "sguardo verso l'Asia" di Washington, l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, la politica "America First" dell'ex presidente Trump che ha minato le priorità Ue, la presenza di Stati in difficoltà lungo i confini europei e una Russia sempre più aggressiva.

Ma malgrado i progressi sulla creazione di un fondo di difesa comune per sviluppare armamenti tutti insieme, l'Ue deve ancora schierare le sue forze in una crisi.

"Il dibattito è stato se si debba scegliere, in termini di forza, la nostra forza economica o la nostra forza militare", ha detto un alto funzionario dell'Unione europea.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Claudia Cristoferi, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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