In cella l'ex capo di gabinetto di Malta. "È il mandante del delitto Caruana"

Marta Allevato

L'accelerazione nelle indagini sull'omicidio della giornalista d'inchiesta maltese Daphne Caruana Galiza, uccisa nell'ottobre 2017, investe il governo del premier laburista Joseph Muscat, stretto tra le pressioni di piazza e opposizione perché si dimetta. Dopo la raffica di dimissioni che, ieri, ha scandito l'uscita di scena di funzionari coinvolti nelle inchieste giornalistiche di Daphne - il capo gabinetto di Muscat, Keith Schembri, il ministro del Turismo, Konrad Mizzi, e il titolare dell'Economia, Chris Cardona, che non si è dimesso ma autosospeso - oggi è arrivata un'altra tegola per il premier.

Schembri, di fatto braccio destro di Muscat, che in questi anni lo ha sempre difeso, ha passato la notte in cella dopo essere stato fermato dalla polizia e interrogato come "persona d'interesse". Poco prima era stato fermato anche Adrian Vella, medico personale dell'imprenditore e re dei casinò Yorgen Fenech, attualmente agli arresti perché anche lui sospettato di essere coinvolto nell'omicidio.

Vella avrebbe fatto da tramite tra Fenech e Schembri, quest'ultimo indicato proprio dal potente uomo d'affari come il mandante dell'omicidio. Secondo fonti del Malta Times, si tratta di accuse formulate durante gli interrogatori e che gli inquirenti stanno prendendo con cautela, visto che Fenech mira a ottenere la grazia presidenziale, in cambio di informazioni sostanziose.

Studiando il filone maltese dei Panama Papers, Caruana aveva indicato in Schembri e Mizzi i protagonisti della corruzione, legata alla società 17 Black, fondo segreto domiciliato a Dubai, di cui è titolare Fenech. Le indagini di Caruana rivelarono che 17 Black faceva transitare denaro verso aziende di cui i due funzionari erano titolari. Di Cardona, invece, Caruana scrisse che il ministro aveva frequentato un bordello in Germania, dove si trovava in visita ufficiale.

La famiglia della reporter, che da oltre due anni aspetta giustizia, non è però soddisfatta degli sviluppi del caso: oltre a pretendere le dimissioni di Muscat - che ha definito "possibile complice dell'omicidio" - ha chiesto un incontro urgente con il procuratore generale per chiarire la situazione relativa alla grazia a Fenech.

Il premier - da anni accusato dai tre figli di Daphne di "aver riempito il suo ufficio di corrotti" - è nel mirino dentro e fuori il Parlamento. Nella seduta di oggi, i deputati del Partito nazionalista, all'opposizione, hanno lasciato in massa l'aula quando Muscat, rifiutando di dimettersi, li ha sfidati a presentare una mozione di sfiducia. In piazza a La Valletta, per il quinto giorno consecutivo diverse sigle della società civile hanno riunito migliaia di persone: "Muscat è un ostacolo alla giustizia, se non si dimette dovrà rimuoverlo il Parlamento"