Malta e Thailandia vietano lo sbarco agli italiani presenti nelle navi da crociera

Si moltiplicano i casi in cui agli italiani in crociera viene negato lo sbarco da Paesi preoccupati per l'epidemia di coronavirus, malgrado non vi siano casi di contagio a bordo. La nave Msc Opera con oltre 2.300 passeggeri ha dovuto saltare la tappa di Malta dopo che nell'arcipelago si erano diffuse notizie sulla situazione sanitaria. E a Phuket le autorità thailandesi hanno vietato di scendere a terra a 67 passeggeri italiani della Costa Fortuna.

Intanto sulla Grand Princess, all'ancora al largo di San Francisco con più di 3 mila persone a bordo, si attende l'esito dei test dopo la notizia che un passeggero è morto e altri quattro sono risultati positivi dopo la precedente crociera.

La Msc Opera sarebbe dovuta arrivare a Malta alle 18 di oggi ma ha proseguito per Messina, la sua prossima tappa, dopo averlo concordato con le autorità de La Valletta alle prese con una piccola rivolta interna per le notizie imprecise fornite da un organo di stampa. I medici locali avevano minacciato un'azione di protesta. In una nota Msc Crociere ha sottolineato che a bordo non c'è nessun caso di coronavirus e che nessun passeggero o membro dell'equipaggio presenta o ha presentato sintomi influenzali.

"La salute e la sicurezza dei nostri passeggeri e dell'equipaggio resteranno sempre la nostra massima priorita'", assicura la compagnia. La nave, partita il 28 febbraio da Genova, era salita alla ribalta delle cronache perché un passeggero austriaco sbarcato proprio il 28 febbraio al termine della crociera precedente era risultato positivo al coronavirus in un controllo eseguito lunedì scorso.

L'allarme era scattato durante una tappa ad Atene e i passeggeri erano stati richiamati tutti a bordo, ma poi dai controlli non erano emersi casi di contagio e la crociera era proseguita regolarmente con la tappa a Corfù.

A Phuket la presenza di 64 croceristi appena giunti dall'Italia ha indotto le autorità thailandesi a negare l'attracco alla Costa Fortuna, con 1630 passeggeri e i 980 membri dell'equipaggio. I 64, peraltro tutti provenienti dal sud Italia, erano "sospettati di avere contratto il "Covid-19", secondo i media locali, una dichiarazione falsa secondo il capitano della Fortuna che ha negato si siano riscontrati casi di malattia a bordo.

Sulla nave  c'erano anche altri 167 nostri connazionali che si erano imbarcati però da tempo sulla stessa crociera. La Thailandia ha applicato per la prima volta una delle norme più rigide di protezione dai contagi del virus che prevede un periodo di quarantena obbligatoria per chiunque provenga dall'Italia. Nella prossima tappa, Penang in Malesia, gli italiani sbarcheranno tutti tranne i 64 "sospetti" che dovranno effettuare dei controlli.

Su queste ripetute discriminazioni nei confronti degli italiani è intervenuto il ministro degli Esteri, Luigi di Maio: "Oggi ho chiarito ai Paesi europei che non possiamo tollerare nessuna discriminazione ai danni dell'Italia e degli italiani", ha riferito su Facebook dopo la riunione con i capi delle diplomazie dell'Ue a Zagabria, "è inaccettabile ad esempio che alcuni Stati richiedano il bollino 'virus free' sui prodotti del Made in Italy o che ci siano navi da crociera che vengono bloccate, semplicemente perché ci sono italiani a bordo".

"In queste ore sono al telefono con i ministri degli Esteri dei Paesi in cui stanno avvenendo questo genere di episodi o se ne ha sentore", ha assicurato. "È doveroso collaborare e non discriminare. Ai miei colleghi europei ho ribadito che tutta la nostra esperienza sul coronavirus, l'esperienza e le informazioni del nostro personale sanitario e dei nostri amministratori locali e' a disposizione di tutti i Paesi del mondo, in particolare dei partner europei. Sappiamo bene che il momento non e' semplice, ma stiamo dando il massimo".