Maltempo a Venezia, è la prima volta del Mose

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
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A man stands on dam near the mobile gates of the MOSE Experimental Electromechanical Module (Rear in yellow) that protects the city of Venice from floods, at the Malamocco inlet off Venice's Lido on October 3, 2020 during a high tide "Alta Acqua" phenomenon, following a peak of water following bad weather and potential intense sirocco winds along the entire Adriatic basin. - Together with other measures, such as coastal reinforcement, the raising of quaysides, and the paving and improvement of the lagoon, MOSE is designed to protect Venice and the lagoon from tides of up to 3 metres. (Photo by ANDREA PATTARO / AFP) (Photo by ANDREA PATTARO/AFP via Getty Images) (Photo: ANDREA PATTARO via Getty Images)
A man stands on dam near the mobile gates of the MOSE Experimental Electromechanical Module (Rear in yellow) that protects the city of Venice from floods, at the Malamocco inlet off Venice's Lido on October 3, 2020 during a high tide "Alta Acqua" phenomenon, following a peak of water following bad weather and potential intense sirocco winds along the entire Adriatic basin. - Together with other measures, such as coastal reinforcement, the raising of quaysides, and the paving and improvement of the lagoon, MOSE is designed to protect Venice and the lagoon from tides of up to 3 metres. (Photo by ANDREA PATTARO / AFP) (Photo by ANDREA PATTARO/AFP via Getty Images) (Photo: ANDREA PATTARO via Getty Images)

Mentre in Adriatico l’acqua si gonfiava, spinta dal vento di Scirocco, fino a oltre un metro, un metro e 29, in piazza San Marco turisti e residenti camminavano all’asciutto, usando stivali e passerelle giusto per gioco. Venezia ha vissuto così la prima prova di liberazione dalle acque alte pensata da decenni grazie al Mose, il sistema di dighe mobili tanto chiacchierato e oggetto di scandali e corruzione, portato a termine - quasi - grazie a commissari straordinari e a un protocollo d’emergenza per farlo attivare in anticipo sul suo completamento effettivo.

Nei giorni scorsi era stato sottoscritto il documento operativo per far innalzare le dighe mobili in caso di marea prevista a 130 centimetri sul medio mare. Oggi è scattato. L’Ufficio maree del Comune di Venezia stamani ha allertato cittadini e operatori, con le classiche sirene, sull’arrivo intorno a mezzogiorno di un’onda da 130 centimetri. Dalle ore 7.00 le Capitanerie di Porto di Venezia e Chioggia hanno bloccato il traffico acqueo alle tre bocche di porto tra laguna e mare. Alle 8.35, i tecnici alle tre control room del Mose, guidati dal responsabile dei sollevamenti, ing. Davide Sernaglia, hanno iniziato le operazioni di innalzamento delle 78 barriere mobili, che si sono concluse dopo un’ora e 17 minuti, alle ore 9.52.

Fuori l’acqua cresceva, dentro invece, per la prima volta in decenni, Venezia è rimasta indenne: alle 10.00 l’Ufficio maree ha misurato alla Diga Sud del Lido 119 centimetri, mentre a Punta Salute, dove si registra il ‘medio mare’, i centimetri erano 69. E così fino al colmo delle ore 11.30, con 129 centimetri, mentre restava tutto immutato dentro le acque lagunari.

Dalla diga di Malamocco, il sindaco Luigi Brugnaro ha espresso la sua soddisfazione: “Il Mose è stabile, siamo fiduciosi però per il momento siamo soddisfatti, incrociamo le dita”. A Brugnaro è arrivata anche una telefonata di soddisfazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“La Basilica è asciutta, è asciutta. E’ la prima volta ed è un dato importantissimo”, ha detto il Primo Procuratore di san Marco, Carlo Alberto Tesserin. “Abbiamo azionato le pompe - ha precisato - per evitare le infiltrazioni che arrivano da sotto nel nartece, e hanno funzionato in sicurezza. A 90 centimetri di marea avremmo dovuto affrontare l’acqua che arriva dalla piazza, ma non è arrivata perché esclusa dal Mose”. Il Provveditore alle opere pubbliche del Triveneto, Cinzia Zincone, anche lei a Malamocco, ha sottolineato che “il test è andato bene e stiamo raccogliendo tutti i dati, maggiori rispetto al previsto, per la messa a punto del sistema”.

Per Elisabetta Spitz, Commissario straordinario per il Mose, quello di oggi è stato “solo un passaggio fondamentale nella protezione della città e della laguna. Una tappa di un cammino da completare che dovrà garantire progressivamente una protezione sempre maggiore del territorio lagunare da un ineludibile innalzamento del mare”. Per il Consorzio Venezia Nuova ha parlato il commissario Giuseppe Fiengo: “Cinque anni ci abbiamo messo, ma ce l’abbiamo fatta. Mi ricordo la frase che dissero quelli della Mantovani, che con il commissariamento non avremmo mai alzato il Mose. Avevano ragione, non c’era nemmeno il progetto. E’ molto faticoso, ma alla fine se uno si mette le cose le fa”.

″È stato il primo vero test del Mose, un risultato importante che insieme alle autorità locali abbiamo voluto con determinazione dopo i danni del novembre scorso: presidio e tutela costante per una città patrimonio dell’umanità” ha scritto su Facebook la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.