Maltempo, Giuliacci (Meteo.it): "Ciclone può trasformarsi in Medicane, preoccupano piogge"

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"La possibilità che il ciclone mediterraneo possa assumere le caratteristiche di un ‘Medicane’ in effetti c’è, ma non è neanche un evento eccezionale, nel senso che negli ultimi anni in più occasioni abbiamo visto, soprattutto nella prima parte dell’autunno, alcune intense perturbazioni trasformarsi in ‘Medicane’, MEDiterranean HurriCANE". Così all’AdnKronos Andrea Giuliacci, di ‘Meteo.it’, a proposito del ciclone mediterraneo che nei prossimi giorni potrebbe assumere caratteristiche tropicali diventando quello che mediaticamente viene chiamato uragano "Medicane", con l’arrivo di forti piogge e nubifragi in particolare su ragusano, siracusano e catanese, con venti burrascosi, raffiche di Levante e violente mareggiate sulle coste ioniche con onde talora di oltre 2-3 metri. Ciclone che in parte coinvolge anche la Calabria, in particolare il reggino.

"Il termine tecnico più corretto, in realtà, è Tlc, Tropical Like Cyclone - osserva il meteorologo -, perché avviene quando la perturbazione assume caratteristiche tipiche dei cicloni tropicali nel momento in cui i fenomeni causati dal riscaldamento dal basso, cioè dal riscaldamento delle acque del mare, tendono a prevalere sui normali processi che alimentano le perturbazioni delle medie latitudini".

Ma, sottolinea Giuliacci, "non diventerà un vero e proprio uragano, sono comunque perturbazioni che hanno delle differenze importanti rispetto ai cicloni tropicali. Alle nostre latitudini non si possono formare gli uragani perché la struttura di un uragano vero e proprio, quindi di un ciclone tropicale, ha bisogno di un’atmosfera con delle caratteristiche tipiche di quelle dell’atmosfera tropicale. Alle medie latitudini non è possibile". Però, sottolinea Giuliacci, "il problema è che comunque si tratta di perturbazioni molto concentrate, quindi rispetto alle perturbazioni delle medie latitudini portano maltempo su una zona meno estesa, ma dove portano il maltempo, di solito è un maltempo intenso. A parte i venti forti, che saranno anche di oltre 80 km/h, con delle raffiche superiori ai 100 km/h, ciò che è più preoccupante di solito sono le piogge, che possono essere molto intense e molto concentrate.

Questo rischio c’è, ma del resto questa perturbazione ha già portato degli eventi particolarmente intensi perché comunque sempre più spesso, ormai, a inizio autunno, le perturbazioni che entrano nel Mediterraneo tendono a essere particolarmente intense in quanto il Mediterraneo durante l’estate assorbe più energia rispetto al passato, più calore da parte del sole". "Energia - prosegue il meteorologo - che restituisce all’atmosfera in autunno, e ciò significa che le perturbazioni che a inizio autunno entrano nel Mediterraneo, raccolgono più energia, più carburante, non solo sotto forma di calore ma anche di umidità, e allora la perturbazione ha più materia prima da trasformare in pioggia".

La perturbazione, spiega ancora Giuliacci, "ha già preso forza nei giorni passati, e se anche dovesse trasformarsi in un ‘Medicane’, probabilmente l’intensità degli eventi che osserveremo non sarebbe molto più alta di quella già osservata, perché comunque la perturbazione già come si è mostrata negli ultimi giorni ha fatto vedere eventi notevoli. Pensiamo solo alle piogge, eccezionalmente abbondanti, e anche nei prossimi giorni a doverci preoccupare di più non è tanto il vento ma la pioggia, perché piogge così concentrate sono difficili da assorbire e da reggere, e provocano i disastri maggiori".

Dunque, sottolinea Giuliacci, "la possibilità che si trasformi in un ‘Medicane’ c’è, non è una certezza ma un evento possibile, anche perché, ripeto, negli ultimi anni è capitato con un certa regolarità nella prima parte dell’autunno, ma, ribadisco, non è un ciclone tropicale, è una tempesta ibrida, una via di mezzo". La perturbazione, conclude Giuliacci, "nei giorni passati ha mantenuto la stessa intensità, e ritengo che anche nei prossimi giorni non vedremo grossi cambiamenti, vedremo fasi di forte maltempo nel momento in cui la perturbazione tornerà ad avvicinarsi all’Italia, con un sensibile peggioramento all’estremo Sud, inteso come Calabria e Sicilia, nella seconda parte di domani e la giornata di venerdì, anche se è molto difficile seguire le evoluzioni di questo tipo".

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