Maltempo, il parere del meteorologo: "Dimenticata la storia della nostra terra, ora rivoluzione urbanistica"

Denise Faticante
Foto Alessandro Tocco/LaPresse 11-10-2018, UTA - Cagliari - Italia Cronaca Maltempo Sardegna, ponti crollati e allagamenti nel cagliaritano Nella foto: Strade allagate nella zona di Macchiareddu

Foto Alessandro Tocco/LaPresse 11-10-2018, UTA - Cagliari - Italia Cronaca Maltempo Sardegna, ponti crollati e allagamenti nel cagliaritano Nella foto: Strade allagate nella zona di Macchiareddu

Alluvioni sempre più violente e sempre più fuori stagione: l'Italia si inonda e si sbriciola. Il futuro è nero, la situazione 'ineluttabile'. Ne è convinto Daniele Cat Berro della Società Meteorologica Italiana che a LaPresse dice: "Togliamoci dalla testa che la condizione possa migliorare, dobbiamo fare i conti con l'emergenza e gestire l'inevitabile".

Inevitabile è, da una parte, il cambiamento climatico e ciò che ne consegue e, dall'altra, "l'eccessiva urbanizzazione" e un "territorio fortemente infrastrutturato". Il disastro della Sardegna è sotto ai nostri occhi: la stessa zona di Capoterra, dieci anni fa, è stata fortemente colpita da un nubifragio che ha provocato quattro morti. "L'errore più grande - sostiene il meteorologo - è quello di aver dimenticato la storia della nostra terra". Una terra violentata, per esempio con la tombinatura dei corsi d'acqua, una delle cause che è alla base dei disastri in Sardegna. "Abbiamo fatto errori a cui è difficile rimediare", afferma l'esperto, secondo il quale servirebbe una "rivoluzione urbanistica" che possa "evitare drammi e tamponare le emergenze". "Dobbiamo ridare spazio ai letti dei fiumi - è una delle ricette - ma per questo servirebbe un'opera immensa con abbattimenti di quartieri. Queste sono le grandi opere di cui l'Italia avrebbe bisogno".

"Bastano poco decine di millimetri d'acqua per allagare una città in un territorio artificilizzato e mal dimensionato, per smaltire certi volumi d'acqua", continua l'esperto. Milioni di persone in Italia vivono su fiumi tombati, cementificati, o strangolati da argini e ponti mal concepiti. Con conseguenze distruttive e devastanti, in termini umani ed economici. Ricollocare le case, ampliare i letti dei torrenti e renderli adeguati ai flussi d'acqua è ciò che servirebbe, secondo Cat Berro. Ma la sfida è titanica. E il pericolo sempre più imminente.