Maltempo, Protezione civile: in arrivo perturbazione al sud -2-

Red/Nav

Roma, 10 nov. (askanews) - L'avviso emesso dalla Protezione civile prevede dal pomeriggio di domani, lunedì 11 novembre, venti di burrasca sud-orientali, con raffiche di burrasca forte o tempesta, su Sicilia e Calabria, in estensione dalla serata, alla Basilicata. Forti mareggiate lungo le coste esposte. Precipitazioni diffuse e persistenti, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Sicilia e Calabria, in estensione dalla serata, alla Basilicata. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, lunedì 11 novembre, allerta arancione per rischio idraulico, idrogeologico e rischio temporali su gran parte della Basilicata e della Calabria e su tutto il territorio della Sicilia. Valutata inoltre allerta gialla sui bacini costieri della Toscana, parte di Abruzzo, su tutta la Puglia e sui restanti settori di Basilicata e Calabria.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull'Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all'evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l'evolversi della situazione.

  • Esperto a Casa Bianca: "Virus si può diffondere anche senza starnuti e tosse"
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    Esperto a Casa Bianca: "Virus si può diffondere anche senza starnuti e tosse"

    "La ricerca attualmente disponibile sostiene la possibilità che" il coronavirus "possa essere diffuso tramite bioaerosol generato direttamente dall'espirazione dei pazienti". E' un passaggio della lettera che il professor Harvey Fineberg, presidente di una commissione della National Academy of Sciences, ha indirizzato alla Casa Bianca, come riferisce la Cnn. "Non indosserò una mascherina chirurgica, perché queste servono ai medici, ma potrei indossare una bella bandana stile western", ha detto Fineberg all'emittente. La lettera, ha spiegato, è stata inviata mercoledì sera in risposta ad una richiesta formulata da Kelvin Droegemeier per l'Office of Science and Technology Policy alla Casa Bianca. "Questa lettera risponde alla vostra domanda relativa alla possibilità che" il coronavirus "possa essere diffuso attraverso la conversazione, oltre che attraverso droplet prodotte da starnuti e tosse. "La ricerca attualmente disponibile sostiene la possibilità che" il coronavirus "possa essere diffuso tramite bioaerosol generato direttamente dall'espirazione dei pazienti". Alla Cnn, prosegue l'emittente, Fineberg ha dichiarato che il virus può essere diffuso anche da droplet prodotte da una persona che parla e, potenzialmente, anche da droplet prodotte dall'espirazione.

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    Arezzo, uccise pedone e bruciò auto: confessa 32enne

    Omicidio stradale. È l'accusa contestata a un 32enne italiano, operaio, residente a San Giovanni Valdarno (Arezzo), a un mese dal ritrovamento del cadavere di un senzatetto, 55enne italiano, originario della provincia fiorentina, a San Giovanni Valdarno, lungo la Strada regionale 69, nei pressi con l'incrocio di via Spartaco Lavagnini. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, che hanno condotto le indagini, la vittima, che nella notte del primo marzo vagava nella zona, fu investito dall'automobilista che dopo l'incidente non si fermò a prestare soccorso. E per sviare i sospetti sulla sua persona, dette fuoco all'auto, poi ne denunciò falsamente il furto. Infine, messo alle strette dai carabinieri, ha confessato di essere lui il pirata della strada. I carabinieri sono riusciti a ricostruire la dinamica dell'investimento mortale. Quella notte il 32enne, incensurato, aveva trascorso una serata in compagnia di amici in un locale di Loro Ciuffenna (Ar). Durante il tragitto di ritorno, a notte fonda, era avvenuto il fatale impatto, verosimilmente poiché il conducente dell'auto non si era accorto della sagoma del senza tetto al lato della strada. Ma dopo il tragico impatto, invece di fermarsi per soccorrere la vittima, il 32enne si era dato alla fuga senza una meta decidendo, infine, di abbandonare l'autovettura in aperta campagna e fare rientro a casa a piedi. Nel primo pomeriggio del giorno successivo, era ritornato nel luogo dove aveva abbandonato l'autovettura, per darle fuoco: il veicolo, una Fiat 500, è risultato così completamente distrutto, tranne la targa anteriore. Successivamente l'investitore si era recato presso la caserma de carabinieri per denunciare il presunto furto dell'autovettura, in circostanze che sono parse subito sospette ai militari per l'inconsistenza del racconto. Nel frattempo i carabinieri, intervenuti sul posto già dalle prime luci dell'alba, avevano già provveduto a tutti i rilievi del caso e passato al setaccio tutte le telecamere ritenute d'interesse, da quelle pubbliche a quelle private, acquisendo i primi elementi utili che hanno permesso di concentrare i sospetti proprio sul proprietario dell'automobile data alle fiamme.  Martedì scorso i carabinieri hanno effettuato, su delega della Procura della Repubblica di Arezzo che aveva concordato con gli elementi fino a quel momento raccolti, una perquisizione domiciliare presso l'abitazione del 32enne. Alla vista dei militari l'uomo, però, ha sentito traballare la sua messinscena e ha confessato, fornendo riscontri che sono risultati utili e che sono stati rimessi al vaglio dell'autorità giudiziaria.  Al momento l'investitore risulta, pertanto, indagato in stato di libertà per i reati di omicidio stradale aggravato dalla fuga, incendio con l'aggravante di aver cercato di inquinare e distruggere le prove e simulazione di reato in relazione alla falsa denuncia di furto.

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    Dopo 32 anni Claudio Brachino lascia Mediaset: i motivi

    Claudio Brachino ha detto addio a Mediaset e, sembra, in maniera consensuale, dopo 32 anni.

  • Coronavirus, "test sierologici a tappeto nel Lazio dopo validazione metodo"
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    Coronavirus, "test sierologici a tappeto nel Lazio dopo validazione metodo"

    La commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, convocata in videoconferenza, ha fatto oggi il punto sulla situazione dell’emergenza coronavirus insieme all’assessore Alessio D’Amato. In particolare, come ha spiegato il presidente della commissione Giuseppe Simeone, in apertura, sono state programmate una serie di sedute, “ognuna puntata su un focus specifico”. Oggi si è parlato della programmazione dei tamponi, dei test sierologici, della distribuzione dei dispositivi di protezione individuale (dpi) alle strutture ospedaliere e ai medici di famiglia e del sistema di sorveglianza attiva. Aprendo la sua relazione, D’Amato ha voluto aggiornare i consiglieri sulla situazione dei contagiati: “Oggi – ha spiegato – abbiamo registrato 169 nuovi casi, i punti più bassi sono stati Latina e Viterbo, nel corso degli ultimi giorni il trend di crescita è passato dall’8 al 5,2 per cento. Attualmente abbiamo 181 pazienti in terapia intensiva sui 301 posti attualmente a disposizione, che saliranno a 434 nei prossimi giorni. Per quanto riguarda il tema di questa audizione, partiamo dai 1529 pazienti che stiamo curando a domicilio, per i quali stiamo attivando delle specifiche “covid unit”, ce ne saranno 300 in tutta la Regione, per non lasciarli soli. Stiamo consegnando loro i primi 500 kit per la telesorveglianza, attraverso i quali potranno comunicare non solo le rilevazioni della temperatura corporea ma anche l’ossimetria, un dato importante per valutare le condizioni del paziente”. Tema centrale dell’audizione sono stati i tamponi e i test sierologici. “Abbiamo aumentato la qualità dei tamponi che effettuiamo ogni giorno, aumentando i laboratori dedicati, siamo arrivati a 41.715, di cui oltre 8.000 sul personale sanitario. Dobbiamo coprire integralmente tutti gli operatori a rischio. Sul versante dei test sierologici, come è noto, sono state avviate due sperimentazioni dall’Università di Tor Vergata (sul personale sanitario) e dallo Spallanzani (sulla popolazione di Nerola e Contigliano). Stiamo aspettando la validazione scientifica di questo tipo di analisi, che non dà notizie sulla malattia in sé (per quello serve il tampone), ma sul fatto che il soggetto sia venuto o meno a contatto con il virus e abbia sviluppato gli anticorpi. Quando avremo la conferma scientifica avvieremo una campagna a tappeto su tutto il Lazio, vogliamo arrivare a coprire tutta la popolazione”. Infine la distribuzione a ospedali e medici dei dpi. “Ieri abbiamo ricevuto 2 milioni di mascherine di livello Ffp2, comprate dalla Regione Lazio – ha precisato D’Amato - Abbiamo notevolmente incrementato la distribuzione di tutti i dispositivi, anche impiegando gli autisti della Regione e chiedendo ai carabinieri dei Nas di effettuare i controlli. Entro questa settimana completeremo la distribuzione dei kit ai medici di famiglia e ai pediatri. L’assessore ha, infine, ricordato l’accordo con alcune strutture alberghiere per ospitare i pazienti non gravi che non possono stare presso il proprio domicilio. Nei numerosi interventi i consiglieri hanno puntato l’attenzione su tre temi: le difficoltà ancora presenti nella distribuzione sul territorio dei dispositivi, la necessità di procedere rapidamente con la creazione delle covid unit, la necessità di usare tutti gli strumenti a disposizione non solo per circoscrivere la pandemia, ma anche per poter programmare la riapertura delle attività in sicurezza. Sono state poste domande su alcuni casi specifici come la situazione del Nomentana Hospital di Fonte Nuova. Loreto Marcelli (M5s) ha ribadito che “nessuno deve essere lasciato da solo a casa”, mentre Antonio Aurigemma (FdI) ha parlato della necessità di circoscrivere i vari focolai, garantendo tutti gli operatori. Stefano Parisi (Lazio 2018) ha puntato invece sulla “fase 2”: “I test sierologici – ha dichiarato – vanno fatti e nella maniera più estesa possibile, per permettere alle aziende di ripartire in sicurezza”. Su questo tema anche Chiara Colosimo (FdI), che ha ribadito la differenza fra test e tamponi e ha puntato il dito sui “laboratori privati che già oggi, senza certezza sulla validità, propongono esami a pagamenti ai cittadini”. Davide Barillari (M5s) ha parlato di una situazione confusa: “Nel Lazio manca un piano pandemico, l’unico esistente è del 2008 e quindi non si è fatta alcuna programmazione”.  Sulla distribuzione dei dispositivi ha puntato Orlando Tripodi (Lega): “Non vogliamo più vedere gli operatori con le buste ai piedi perché mancano i calzari”. Mentre Massimiliano Maselli (FdI) ha ribadito la necessità della rete per l’assistenza domiciliare e della prevenzione, portando all’attenzione dell’assessore il caso “di una grossa partita di mascherine che sono bloccate alla dogana da una settimana”.  Apprezzamento per l’azione della Giunta e degli operatori sanitari è arrivato da Marietta Tidei (Iv) secondo la quale “stiamo recuperando il ritardo generale che c’è stato all’inizio, Marco Vincenzi (Pd) che ha ribadito la necessità della diagnosi precoce della malattia e ha ricordato il tasso di letalità: “Nel Lazio è circa la metà rispetto alla media nazionale”, Rodolfo Lena (Pd) che ha chiesto più condivisione con la commissione e più controlli sui presidi sanitari e Giuseppe Panunzi (Pd) che ha invitato l’assessore a “riflettere sulla possibilità di realizzare anche nelle province dei presidi covid completamente separati dagli ospedali dove si trattano le altre malattie”. Su questo tema anche Valerio Novelli (M5s), che ha parlato del caso specifico del Nomentana Hospital. Infine Fabrizio Ghera (Fdi), che ha chiesto chiarimenti sull’attivazione delle covid unit. D’Amato, rispondendo alle domande ha intanto voluto garantire che saranno perseguiti con durezza tutti i tentativi di speculazione sulla pelle dei cittadini: “I test sierologici, appena avremo la validazione, saranno a carico del servizio sanitario nazionale. Non devono costare neanche un euro ai cittadini”. Per quanto riguarda la questione dei Dpi ha messo a disposizione un indirizzo mail specifico, che sarà in funzione da domani, per far entrare il personale sanitario direttamente in contatto con lo staff che si occupa della distribuzione, in modo da ridurre i tempi e, al tempo stesso, effettuare un controllo diretto sulla distribuzione stessa. Per quanto riguarda i centri Covid separati, l’assessore ha spiegato che questo è il principio usato, dove è stato possibile, dove non lo è stato sono stati comunque assolutamente separati i percorsi”. In conclusione il presidente Simeone ha concordato di tenere la prossima audizione giovedì 9 aprile alle 16.

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    "A Firenze dopo la peste c'è stato il Rinascimento, quindi ci sarà un momento bello, però nel mezzo ci sono due anni in cui non voglio che l'Italia viva di reddito di cittadinanza, perchè se fa così le nostre aziende verranno acquisite per due soldi da soggetti stranieri o chiuse". Lo ha affermato Matteo Renzi, ospite di 'Radio anch'io' su Radiouno Rai.  "A Firenze dopo la peste c'è stato il Rinascimento, quindi ci sarà un momento bello, però nel mezzo ci sono due anni in cui non voglio che l'Italia viva di reddito di cittadinanza, perchè se fa così le nostre aziende verranno acquisite per due soldi da soggetti stranieri o chiuse", ha aggiunto. "La ripartenza è nelle mani dell'Italia, non è colpa dell'Europa, e l'Italia ce la può fare, però bisogna muoversi ora e non aspettare che passi la nottata", ha proseguito. "Attenzione -ha sottolineato l'ex premier- a dare all'Europa la colpa di tutto, l'Europa ha liberato con la Banca centrale europea le risorse per cui lo spread non schizza a 600, l'Europa ha tolto quelle regole sul Patto di stabilità che quando fui al governo furono la mia croce".

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