"Mamma e papà non hanno fatto uccidere mia sorella Saman. È stato zio, spinto da 2 cugini"

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(Photo: saman abbas)
(Photo: saman abbas)

Ha negato la responsabilità dei genitori, sostenendo che ideazione e esecuzione dell’omicidio della sorella, Saman Abbas, vadano attribuite allo zio Danish, a sua volta fortemente spinto da altri due cugini, non quelli già indagati per il delitto. E’ la novità emersa dall’audizione del 16enne, il 18 giugno: “Mio papà e mamma no. Non hanno mai pensato di fare questa cosa, di uccidere”, ha detto in italiano stentato. “E poi ci sono altri due cugini, no?” che “hanno forzato tantissimo a mio zio che scappa ancora, fa queste cose, eh... bisogna uccidere, no?”. Non risulta che i due siano tra gli indagati, che restano cinque.

“Sono disposta a tornare in comunità, non in Pakistan” diceva Saman il 22 aprile. L′11 aprile fu sentita, denunciò il fatto che il padre stava trattenendo indebitamente i suoi documenti e segnalò anche le minacce trasversali al suo fidanzato, attraverso parenti in Pakistan. Disse anche che i genitori persistevano nel proposito di farla sposare, contro la sua volontà, a un cugino in patria. È quanto emerge dagli atti, citati dal tribunale del Riesame di Bologna.

Saman era tornata a casa da pochi giorni, dall′11 aprile, dalla comunità dove era stata collocata da minorenne, proprio per la situazione familiare. “Io sono rientrata in casa - disse la ragazza - in quanto volevo entrare in possesso dei miei documenti”. “Al mio arrivo a casa i miei genitori non mi hanno picchiata, ma si sono arrabbiati rimproverandomi di tutto quello che avevo fatto nei mesi scorsi come scappare in Belgio e andare in comunità. Per quanto riguarda i miei documenti, io li ho visti nell’armadio di mio padre, chiusi a chiave”.

Proprio quella mattina “mia madre e mio padre hanno parlato con i genitori di mio cugino e hanno deciso che a giugno andremo in Pakistan per il matrimonio con mio cugino”. Sul fidanzato, Saman ha detto che il 26 gennaio suo padre, Shabbar, “andava in Pakistan dalla famiglia del mio fidanzato e parlava con suo fratello”, dicendogli che se non avesse lasciato Saman “noi uccidiamo lui e tutta la vostra famiglia”. Il padre e lo zio erano accompagnati da altre persone, armate di pistola, che spararono in aria.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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