"Mamma nigeriana piangeva la figlia, ho sentito frasi choc"

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Cinque punti per raccontare quel giorno. "Per me stessa. Faccio questo post unicamente per me stessa" scrive il consigliere comunale di minoranza di Sondrio e maestra in una scuola primaria Francesca Gugiatti sulla sua bacheca Facebook, raccontando "ciò che ho sentito" al pronto soccorso di Sondrio. "Delle chiacchiere delle persone che giudicano, criticano e offendono senza sapere poco mi interessa" scrive nel post. Davanti alle urla strazianti della madre, la figlia di cinque mesi era morta, qualcuno tra i presenti si sarebbe lamentato per il chiasso e la confusione, insultando la donna d'origine nigeriana con il termine ''scimmia'' e affermando che la perdita di un figlio non sarebbe poi così importante per gli africani perché "tanto ne sfornano uno all'anno".  

1. "Ciò che ho sentito non è stato detto davanti a personale medico/ospedaliero. Non ciò che ho riportato (e sentito) io, almeno. Si trattava di persone che aspettavano insieme a me per essere visitate/dimesse. Di conseguenza, da quel che mi risulta, è logico che il personale sanitario smentisca che ci siano stati commenti del genere. Ovvio. Non era presente";  

2. "Non ho mai dicasi mai affermato che Sondrio, la mia amata Sondrio, sia una città razzista. Ho semplicemente segnalato e condannato l'episodio e le singole persone che hanno fatto determinate affermazioni";  

3. "Non ho mai voluto strumentalizzare l'accaduto. Perfino durante il mio intervento tenutosi in Piazza Campello a Sondrio ho affermato che non c'entra nulla la politica, la destra, la sinistra. C'entra l'umanità. Solo e soltanto l'umanità. Io ho parlato da cittadina, comune cittadina. Non da consigliera comunale, né tantomeno da ipotetica politica quale non sono";  

4. "Non pensavo minimante che tutto ciò potesse avere un'incidenza mediatica così forte e vasta. Una parte di me ha avuto paura (e ce l'ha ancora), un'altra in compenso riesce a vedere, con grande lucidità, quanto sia importante segnalare e condannare episodi del genere, mettendoci la faccia. Non ho parlato in nome del mio essere maestra. Nemmeno in quanto 'Sardina' e nemmeno da una di 'sinistra'. Ho parlato in nome di una comune cittadina sensibile che quando vede/sente determinate cose non tace";  

5. "Grazie a tutte le splendide persone che mi stanno supportando, amando e difendendo fuori e dentro i 'confini' valtellinesi. Mi state mostrando il bello e l'essenza dell'essere umano. Perché io, al valore degli esseri umani, non ho mai smesso di crederci. Per tutti gli altri... 'La gente mormora. Falla tacere praticando l'allegria".