Mamma si dimentica la figlia di 18 mesi in macchina e muore. Cos’è l’amnesia dissociativa

L’ultimo caso in provincia di Livorno, la madre si ricorda dopo 4 ore della bimba lasciata in auto ma è troppo tardi per salvarla. Potrebbe essere un altro caso di amnesia dissociativa

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Pensava di averle dato un bacio, come tutte le mattine, e di averla lasciata all’asilo, a Vado, provincia di Livorno. Non si dà pace Michela Cervasio, 37 anni, che martedì mattina si è scordata in auto Gaia, 18 mesi. Quando si è ricordata, la piccola era ancora viva: è accorso anche il padre, Stefano Onida, insieme chiamano l’ambulanza. La bimba viene portata all’ospedale di Cecina, poi con un elicottero all’ospedale pediatrico Meyer dove ieri è morta.

“L’ho uccisa io, l’ho dimenticata in auto, sono io la responsabile della morte di mia figlia”. La disperazione di una mamma è tutta in queste poche parole, ripetute, come un tetro mantra, anche davanti ai carabinieri. Forse la colpa è ancora dell’amnesia dissociativa, responsabile anche della dimenticanza del padre di Piacenza che tre anni fa lasciò il figlio di due anni per otto ore in auto. Quel padre è stato assolto al termine del processo proprio per “amnesia dissociativa”.

Secondo gli esperti l’amnesia dissociativa fa parte dei disturbi dissociativi della memoria. E’ un’amnesia circoscritta, in cui il soggetto non è in grado di ricordare cos’è accaduto nell’arco di poche ore. Si tratta di una lacuna retrospettiva della memoria, un attimo di buio totale, sostituito nella mente con qualcosa che, invece, accade regolarmente ogni giorno. Può configurarsi una perdita completa delle nozioni del tempo e del ricordo, legata solitamente a eventi traumatici o ad un forte stress. La mamma della piccola Gaia si svegliava tutte le mattine alle 3 e mezza per aprire la pescheria che gestisce con il marito. Per evitare altre morti basterebbe introdurre dei sensori acustici, ad esempio, per legge su ogni auto.