"Mamme, smettetela di dire che non avete latte. E allattate finché potete, perché non è acqua"

Ilaria Betti

“Spesso vengono da me donne preoccupate che mi dicono: ‘Oggi mio figlio è stato tutto il giorno attaccato al seno, forse non ho più latte!’. È proprio il contrario. Mamme, smettete di dire che non avete il latte!”: a parlare è Gerardo Chirichiello, pediatra e neonatologo dall’esperienza decennale, oggi presidente dell’AICPAM, l’Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno. È uno dei pochi professionisti (uomini) ad aver approfondito la sua conoscenza nel campo dell’allattamento: “Trascorrevo ore e ore con le neomamme in ospedale, poi passava l’infermiere di turno con la bottiglietta di latte artificiale - ha raccontato ad HuffPost -.Ho capito allora che dovevo rimettermi a studiare, tentare un nuovo approccio per far sì che le donne capissero davvero l’importanza dell’allattamento al seno”.

“Avrò abbastanza latte?”

Dopo il parto, la donna, fragile e dolorante, deve provvedere a nutrire la vita che ha messo al mondo. Ma come fare? Spesso l’allattamento è un salto nel vuoto: non si sa come attaccare il bambino, ogni quanto allattarlo, come trattare il dolore ai capezzoli. Il dubbio più grande è spesso uno solo: avrò abbastanza latte? “Molte neomamme sono convinte di non averne affatto - spiega Chirichiello -. Ma la produzione di latte funziona secondo un principio molto preciso: più il seno viene stimolato, più produrrà. Più il bambino viene attaccato ogni volta che mostra segnali di fame, più il seno provvederà a nutrirlo nel giusto modo e nelle giuste quantità. Quello che molte mamme faticano a capire è che tutte hanno il latte. Le donne sono mammiferi e come tali sono ‘progettate’ per allattare il proprio cucciolo. Nonostante ciò, negli studi e nelle varie inchieste, quando si chiede alle madri perché non abbiano allattato al seno, la risposta più comune è sempre la stessa: ‘Perché non avevo latte’. In realtà, c’è una percentuale bassissima, addirittura inferiore al...

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