Manager arrestato per violenza a Milano, le ragazze: "Sequestrate per settimane"

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Sarebbero state sequestrate per "giorni" o addirittura "settimane" due delle ragazze che ieri hanno riferito la loro versione dei fatti ai pm di Milano nell'ambito dell’inchiesta sull'imprenditore farmaceutico 50enneAntonio Di Fazio, arrestato lo scorso venerdì con l'accusa di aver narcotizzato e violentato una 21enne. Dai verbali delle due giovani, a quanto si apprende, emergerebbero racconti descritti come "da film dell'orrore". Dai pm, ieri, sarebbe stata sentita anche una terza ragazza.

Le ragazze sono state ascoltate tutto il giorno in Procura. Nei prossimi giorni alle loro testimonianze potrebbero aggiungersi quelle di altre potenziali vittime. Dopo l’appello lanciato sabato scorso dagli inquirenti a rivolgersi ai carabinieri per denunciare, infatti, altre ragazze si sarebbero fatte avanti.

Nel cellulare e nei computer di Di Fazio, ribattezzato "un moderno Barbablù" è stata trovata una galleria con 54 immagini che la gip Chiara Valori ha definito "sconvolgente" e che immortala altre giovani donne seminude e probabilmente prive di sensi, fotografate per documentare quello che gli inquirenti definiscono "il trofeo conquistato". Chi indaga vuole capire se le tre ragazze ascoltate oggi sono tra le donne ritratte nelle fotografie e se il manager fondatore della Global Farma abbia usato lo stesso modus operandi già utilizzato nei conformi della studentessa 21enne.

Ieri Di Fazio, accusato di violenza sessuale e sequestro di persona e lesioni aggravate, si è avvalso della facoltà di non rispondere come spiegato dal suo legale Rocco Romellano, al termine dell’interrogatorio di garanzia effettuato nel carcere di San Vittore, di fronte al gip Chiara Valori. Le indagini, coordinate dal pm Alessia Menegazzo e dal procuratore aggiunto Letizia Mannella, sono scattate a seguito della denuncia della studentessa della Bocconi che ha raccontato di essere stata invitata a un incontro di lavoro per uno stage e di aver perso conoscenza dopo aver bevuto un caffè e un succo d’arancia.

La giovane ha poi raccontato di essersi svegliata nella sua abitazione con indosso i vestiti della sera prima. La 21enne sarebbe stata stordita con una dose massiccia di Bromazepam.

"Il mio assistito non sta bene, è molto, molto confuso. E' a conoscenza del fatto che tutta Italia parla di questa questione. Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere", ha spiegato poi Romellano. "Avevo chiesto un colloquio in carcere prima dell’interrogatorio ma a causa del Covid non mi è stato consentito", ha continuato l'avvocato sottolineando che il suo assistito è "molto provato e confuso". Romellano ha chiarito che a fine mese, "appena mi sarà data la possibilità di effettuare un colloquio a San Vittore cercherò di parlarci de visu, vedere e decidere se chiedere di essere sentito dagli organi e inquirenti".

Quindi, replicando a chi gli chiedeva se si tratta di un caso da perizia psichiatrica ha aggiunto: "Di Fazio lo conosco da anni, a mio modesto avviso è sempre stata una persona regolare, tranquilla e cordiale poi se avesse un’altra vita o dei disturbi al cospetto di questo difensore non è mai trapelato nulla di tutto questo".

"Si tratta di un caso particolareggiato, dove è dovere di questa difesa approfondire e scardinare tutti gli elementi posti a carico del mio assistito ha detto ancora il legale - Cercherò di fare chiarezza. Comprendo che le accuse sono piuttosto gravi, però il dottor Di Fazio lo conosco come cliente, nei miei confronti è sempre stata una persona corretta, cordiale, non sono a conoscenza se avesse una seconda vita".

"E' mio dovere in qualità di difensore approfondire, dopodiché, una volta raccolti tutti gli elementi, preparare un piano difensivo" ha aggiunto Romellano.

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