Mancano fino a 350mila infermieri, Ordine chiede intervento Stato

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"Rispetto alla media dei Paesi europei, e riferendoci alla popolazione nel suo complesso, l’Italia presenta un potenziale surplus di 0,48 medici e un gap di -3,93 infermieri ogni 1.000 abitanti", soprattutto rispetto al fabbisogno per le fasce più anziane (e in crescita) della popolazione. Secondo stime approfondite, in base a diversi fattori, mancherebbero da 230 a 350mila infermieri. E' quanto emerge dal 17esimo Rapporto Crea Sanità (Centro per la ricerca economica applicata in sanità) sulla carenza infermieristica e, anzi, riferendosi alle medie europee alza anche il tiro su quante unità di personale mancano nel nostro Paese per allinearsi ai maggiori partner Ue o quantomeno alla media dell’Unione. Un tema, quello della carenza, su cui la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) chiede l'intervento dello Stato.

Secondo il Rapporto "il surplus di medici si traduce in un’eccedenza di quasi 29.000 unità mentre il gap di infermieri in una carenza di oltre 237.000 unità di personale". Ripetendo le analisi con riferimento alla sola fascia over 75, che è in continua crescita per effetto della scarsa natalità e l’allungamento dell’aspettativa di vita, "il numero di medici ogni 1.000 abitanti over 75 risulta essere inferiore rispetto a quello della media dei Paesi europei considerati e, a maggior ragione, quello degli infermieri: allo stato attuale, mancherebbero all’appello più di 17.000 medici e 350.000 infermieri". In sostanza secondo il Crea, in entrambe le simulazioni si riscontra un importante deficit di infermieri che va da un minimo di 237.282 unità a un massimo di 350.074, a seconda delle fasce di popolazione in esame.

"Come Federazione denunciamo da anni la carenza di infermieri che con la pandemia – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi - si sta trasformando in un vero e proprio allarme. Le nostre stime parlano di almeno 63mila unità di personale mancanti, ma quelle di istituzioni (come l’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari) e centri di ricerca universitari (come la Bocconi e il Crea Sanità, appunto), anche alla luce delle previsioni del Pnrr, vanno dagli 80mila a oltre 2-300mila infermieri in meno delle necessità attuali e future".

"Come Fnopi - prosegue - abbiamo alcune soluzioni valide per il problema e siamo disponibili a un vero confronto con le istituzioni. Abbattere la carenza lo chiedono i nostri professionisti, ma anche i cittadini, soprattutto quelli che hanno bisogni sanitari non solo legati a Covid e che sanno che accanto nella loro vita di tutti i giorni hanno soprattutto, se non unicamente, gli infermieri", conclude.

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