Mancuso, botanico attaccato da estremisti vegani: "Dicono che difendo chi produce carne"

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“Non ho mai detto che le piante non si debbono mangiare, anzi. Noi persone siamo animali, e siamo onnivori. Qualcosa dobbiamo mangiare. E, a parità, fa meno danni mangiare una pianta che mangiare un animale”. A parlare sulle pagine del Corriere della Sera è Stefano Mancuso, botanico e accademico attaccato dagli estremisti vegani perché si occupa di sensibilità delle piante: “Mi accusano di difendere chi produce carne”.

Il professore racconta di aver ricevuto mail e lettere, ma anche contestazioni dal vivo. Durante una conferenza alla Columbus, in Ohio, “un gruppetto di persone molto aggressive ha sostenuto la tesi del complotto”, racconta.

″È successo qualche tempo fa. Io non sono sui social, ma ho cominciato a ricevere email strane, dove mi si chiedeva bruscamente ‘Ma chi glielo ha detto a lei che le piante percepiscono l’ambiente che le circonda?’ [...] Sono certo che chi mi attacca non ha mai letto i miei libri... Alle email sono seguite lettere vere e proprie, vecchio stile, scritte a macchina [...] Gli estremisti che mi attaccavano sostenevano che le mie teorie fossero un complotto finanziato dalle grandi aziende di allevamento e dai produttori di carne per smontare le tesi vegane e vegetariane. Assurdo”.

A chi gli domanda se lui sia vegano, Mancuso risponde: “No, ma mangio carne poche volte all’anno”. E poi spiega:

“Se io mangio un pezzo di polmone di un animale, ovviamente gli faccio del male. Con le piante è diverso: in alcuni casi posso mangiarne buona parte senza nuocere”.

 

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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