"Mandami i video, sono l'unico che non li ha visti". La svolta nel caso Ciro Grillo

·Editor, HuffPost Italy
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Ciro Grillo (Photo: Ansa)
Ciro Grillo (Photo: Ansa)

«Dai, mandameli». «Ti ho detto di no», ripete lui. L’altro non si vuole arrendere ma Capitta non cede: «No, no, non li mando a nessuno. Poi ti racconto quando vengo». Ancora un tentativo: «Ma dai. Sono l’unico che non li ha visti...». Sarebbe questa, secondo quando ricostruisce Corriere della Sera, la conversazione che segnerebbe la svolta nelle indagini sul caso della violenza sessuale consumata a Cala di Volpe di cui Silvia, una ragazza italonorvegese, accusa Ciro Grillo e i suoi amici Edoardo Capitta, Vittorio Lauria, Francesco Corsiglia.

La conversazione avviene proprio tra Capitta e un altro e fa capire agli inquirenti che esistono dei filmati relativi ai fatti sui cui stanno indagando. Venti giorni dopo questa conversazione vengono sequestrati i telefonini ai ragazzi e in effetti vengono rinvenuti due video di pochi secondi. Scrive il Corriere:

Uno è lungo una ventina di secondi e mostra i ragazzi tutti assieme (escluso Corsiglia che pare dormisse e che Silvia accusa di averla violentata per primo) in un rapporto sessuale che loro definiscono «consenziente» e che invece Silvia descrive come violenza sessuale «dopo avermi costretto a bere vodka». L’altro — anche questo di pochi secondi — mostra sempre loro tre che si filmano in pose oscene accanto a Roberta, l’amica di Silvia che era addormentata sul divano.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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