Mangia il pollo e rischia di morire

Tereza Sauer
Tereza Sauer

Tereza Sauer ha cucinato il pollo, ma aveva un’unghia sbeccata. La donna ha contratto un’infezione che l’ha portata a lottare tra la vita e la morte.

Cucina il pollo con un’unghia sbeccata e rischia di morire a causa di un’infezione

Tereza Sauer, giovane donna sportiva, ha dovuto lottare in ospedale contro la sepsi, a causa di una grave infezione per cui ha rischiato di morire. Tereza, istruttrice di yoga, appassionata di boxe e di escursioni in montagna, si era trasferita in Indonesia dalla Repubblica Ceca, ma a marzo 2022 doveva tornare a trovare genitori e amici. “Circa un mese prima della partenza, avevo contratto la variante Omicron del Covid-19, che ha azzerato la mia immunità” ha spiegato la donna. Cinque giorni prima del volo, preparando un pollo per un brodo, si è accorta di un taglio sull’unghia, senza prestare troppa attenzione. “Ho comprato il pollo al mercato di Bali e l’ho preparato per la zuppa, quindi l’ho lavato nel lavandino. Questo, come ho scoperto dopo, è stato un grande errore. Poi l’ho tagliato e bollito per 3 ore” ha raccontato. La ferita sull’unghia, però, è diventata una porta di accesso per il Campylobacter, batterio che invade l’intestino. Quando è arrivata in Repubblica Ceca non aveva sintomi, ma dal giorno seguente sono comparsi febbre e brividi, che la donna ha attribuito alla sindrome post- covid.

Sepsi dopo aver toccato il pollo crudo

Dopo il ricovero in ospedale hanno scoperto il virus intestinale, ma i medici l’hanno dimessa, consigliandole un prelievo di sangue. “Non ero più in grado di stare in piedi, non riuscivo a parlare, avevo terribili dolori allo stomaco e una diarrea verde, così l’infermiera venne a prendermi il campione di sangue a casa. Un’ora dopo, quando ha ricevuto i risultati, mi hanno mandato un’ambulanza dicendo che ero in pericolo di vita” ha spiegato la giovane. I medici hanno capito che si trattava di sepsi, probabilmente contratta dopo aver maneggiato il pollo crudo. Tereza è stata portata in terapia intensiva e i medici hanno drenato un litro e mezzo di liquido infettivo dallo stomaco. “Dopo qualche giorno, un’infermiera mi ha detto che gli antibiotici avevano smesso di funzionare e i valori infiammatori erano saliti di nuovo. C’era un’altra fonte di infezione nel mio corpo: il mio cuore cominciava a non funzionare più e avevo acqua nei polmoni” ha raccontato la donna. Anche addome e intestino erano pieni di liquido infettivo. Un medico ha deciso di operarla, nonostante le probabilità di sopravvivenza fossero del 10%. La donna ce l’ha fatta e dopo un periodo in terapia intensiva è fuori pericolo.