Manifesto del PD Lazio: “Anche i bimbi migranti vogliono ballare al Papeete”

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Il Papeete torna al centro della bufera, dopo le polemiche sollevate durante l’estate dopo il “comizio” di Matteo Salvini nel pieno della crisi di governo. Il PD Lazio ha pubblicato sul proprio profilo Twitter un manifesto a favore dell’abolizione dei decreti sicurezza. Protagonista è un bimbo migrante che, secondo il manifesto dem, “vuole ballare al Papeete“. Il tweet è stato rapidamente eliminato dopo le polemiche.

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Il Papeete e il manifesto del PD

“Bisogna cambiare i decreti sicurezza. Interverremo sulle multe alle navi Ong che salvano vite”. Questo il messaggio che il PD Lazio intende far passare attraverso il manifesto pubblicato a mezzo social (con tanto di hashtag che chiama in causa il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese). Ma per trasmetterlo i vertici dem della provincia di Roma hanno scelto una foto di un bimbo migrante che si aggrappa a una rete metallica. Alle sue spalle, quello che ha tutto l’aspetto di essere un campo profughi: un luogo che il bambino vorrebbe lasciare a favore del Papeete, sostiene il manifesto.

Se l’obiettivo della campagna politica dem (l’abolizione dei decreti sicurezza introdotti da Salvini col governo gialloverde) è stata considerata da molti condivisibile, molto meno apprezzata è stata la modalità di trasmissione del messaggio. Tutte le critiche vertono sulla strumentalizzazione di un minore al fine di sferrare un attacco non tanto all’opposizione quanto alla politica di Matteo Salvini.

La replica del PD Lazio

“Conta ciò che viene letto, non quello che si voleva dire” iniziano così le scuse ufficiali che si leggono sull’account ufficiale del PD Lazio, dopo la rimozione del post incriminato. L’intenzione, continua, era quella di “rivendicare il diritto dei bambini africani a vivere la propria vita in ogni sua sfaccettatura, anche la più leggera e scanzonata. Cosa che faceva l’ex ministro Salvini mentre teneva gli immigrati dietro a delle reti o sui ponti di navi sotto il sole a 40 gradi. Prendiamo atto del fatto che non è stato letto così. Se abbiamo, come abbiamo, ferito delle sensibilità chiediamo scusa“.