Manovra 2022, iter a riparo da 'bandierine' partiti: al via 'consultazioni' Draghi

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Gli incontri andranno avanti fino a mercoledì: oggi il M5S ha 'aperto le danze', domani toccherà a Lega, Pd e Fi, per chiudere mercoledì con le forze politiche minori, ovvero Coraggio Italia, Iv, Leu e Autonomie. Il premier Mario Draghi tenta di blindare la manovra alla grande prova del percorso parlamentare, un iter da sminare affinché la legge di bilancio non rischi la palude e non finisca in ostaggio degli 'appetiti' delle forze politiche. Il rischio 'bandierine' c'è ed è altissimo, la fase politica estremamente delicata. Draghi si pone all'ascolto in un clima che il capodelegazione del M5S, Stefano Patuanelli, al termine dell'incontro definisce "sereno e proficuo", l'impostazione della manovra "è condivisa". Ma pur sempre migliorabile.

I 5 Stelle chiedono di superare il limite Isee sul superbonus alle 'villette', ora fissato a 25mila euro, il premier ascolta ma non si pronuncia: tuttavia qualcosa, nelle prossime ore, potrebbe cambiare, sostengono fonti del Mef. Sul reddito di cittadinanza, invece, Patuanelli chiarisce che il Movimento ha già avuto da Draghi, nel corso dell'incontro, le rassicurazioni che cercava, ovvero non verranno apportate modifiche aggiuntive, è sufficiente il giro di vite sui controlli messo a punto dal governo.

Il M5S appare soddisfatto. Eppure, a dispetto dei toni, la pioggia di emendamenti dei grillini racconta altro: ben 950 le proposte di modifica, snocciola i numeri la capogruppo al Senato Mariolina Castellone, pur sottolineando "lo spirito collaborativo" dell'iniziativa. E c'è chi è pronto a scommettere che anche le altre forze di maggioranza non saranno da meno.

La manovra diventa infatti terreno di discussione per far sentire la voce di partiti in affanno, in cui è spesso il premier a decidere, ad indicare la rotta: la cosiddetta supremazia dei tecnici sulla politica. Lo stesso leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, oggi in un'intervista al Corriere.it ha parlato di una politica che "non va esiliata".

L'iter parlamentare della legge di bilancio diventa ancora una volta uno spazio per portare a casa un risultato, riuscire a centrare obiettivi per strizzare l'occhio a un elettorato che appare a tratti smarrito. Nel campo progressista come nel centrodestra, il rischio 'bandierine' è trasversale.

Intanto Forza Italia punta i piedi su due miliardi in più per tagliare le tasse, Salvini chiede a Draghi "più coraggio" per contrastare i rincari delle bollette, Giorgia Meloni continua a pungere dall'opposizione. Draghi è aperto all'ascolto, al suo fianco il ministro dell'Economia Daniele Franco. Qualche cambiamento si farà, ma l'impianto non verrà stravolto. L'assalto alla diligenza non avrà luogo, si dice convinto il segretario dem Enrico Letta. "Il metodo" sulla manovra, le parole dell'ex premier al Tg1, "è quello giusto: il governo incontra i partiti, come avevamo chiesto, la nostra proposta sarà soprattutto sul tema della non autosufficienza. Alla fine troveremo le giuste intese ed eviteremo l'assalto alla diligenza". Che se non è già in atto, gli assomiglia parecchio.

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