Manovra, in arrivo la tassa sulle cartine: stop alla vendita online

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La manovra introduce una nuova imposta su quelli che vengono definiti “profitti accessori ai consumi di tabacchi”. È in arrivo una tassa sui filtri delle sigarette e sulle cartine. Si tratterebbe di un’imposta presente nella bozza della Legge di Bilancio pari a mezzo centesimo per ogni pezzo nella confezione. Inoltre, è prevista una stretta su camion e pullman inquinanti. Dal 2020, le spese sanitarie (farmaci e ticket) pagate in contanti continueranno ad essere detraibili dall’Irpef. Tutte le altre spese, invece, saranno detraibili solo se tracciabili.

Manovra, la nuova tassa su filtri e cartine

L’imposta coinvolgerà “le cartine, le cartine arrotolate senza tabacco e i filtri funzionali ad arrotolare le sigarette” che saranno “assoggettati ad imposta di consumo in misura pari a 0,005 euro il pezzo contenuto in ciascuna confezione destinata alla vendita al pubblico”.

Nella bozza della manovra si legge che l’imposta sul consumo “è dovuta dal produttore o fornitore nazionale o dal rappresentante fiscale del produttore o fornitore estero all’atto della cessione dei prodotti alle rivendite”, ovvero i tabaccai.

Stando a quanto stabilito dalla norma, inoltre, la vendita sarà permessa solo ai rivenditori autorizzati e interrotta la vendita online. “È vietata la vendita a distanza, anche transfrontaliera, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, fermi i poteri dell’autorità e della polizia giudiziaria ove il fatto costituisca reato, comunica ai fornitori di connettività alla rete Internet ovvero ai gestori di altre reti telematiche o di telecomunicazione o agli operatori che in relazione ad esse forniscono servizi telematici o di telecomunicazione, i siti web ai quali inibire l’accesso, attraverso le predette reti, offerenti prodotti di cui al comma 1”. Così si legge nel testo.