Manovra attesa in Senato, Draghi frena i ministri: non torna in Cdm

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Roma, 9 nov. (askanews) - Dopo qualche ora di incertezza (e di pressing delle forze politiche) Mario Draghi ha deciso: la manovra non passerà di nuovo in Consiglio dei ministri ma può essere inviata al Senato, dove del resto sarebbe dovuta arrivare lo scorso 20 ottobre.

Approvata dal Cdm lo scorso 28 ottobre, la legge di bilancio non è poi stata trasmessa alle Camere, ma è stata sottoposta a un rimaneggiamento, più di una semplice "limatura". I tecnici del ministero dell'Economia, infatti, non si sono limitati al consueto drafting ma si stanno toccando temi sensibili politicamente, come i bonus edilizi, il reddito di cittadinanza e Opzione donna. In pratica, di fronte al pressing dei diversi partiti della maggioranza, in particolare Lega e Cinque Stelle, si è tentato di provare a chiudere prima dell'avvio dell'iter parlamentare i capitoli più delicati.

Anche in mattinata a Palazzo Chigi sono arrivati il ministro del Lavoro Andrea Orlando, quello dell'Agricoltura Stefano Patuanelli e il titolare della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Sul tavolo, la questione del reddito di cittadinanza, uno dei capitoli più divisivi del provvedimento, con Iv, Fi e Lega che hanno sempre chiesto, come minimo, profonde modifiche. Alla fine è arrivata la conferma che non scatterà un decalage automatico ma l'assegno subirà una prima decurtazione al rifiuto della prima offerta di lavoro e lo stop alla seconda.

Sul fronte pensionistico non sarà innalzata l'età pensionabile per beneficiare di Opzione donna, ma saranno mantenuti gli attuali parametri: 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 per le autonome.

Tra i ritocchi anche il ripristino del meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito per i bonus edilizi. Prosegue il pressing M5s sulla modifica del tetto Isee di 25mila euro per i proprietari di abitazioni unifamiliari per poter accedere al superbonus 110%. Dovrebbe essere invece affrontato in un provvedimento d'urgenza ad hoc il tema dei controlli ex-ante per contrastare le truffe.

Faranno parte del 'tagliando' alla manovra le modifiche al bonus affitti per i giovani under 31, con la revisione delle soglie minime e massime della detrazione, e l'aumento dei fondi a disposizione dei comuni per gli asili nido.

Proprio visto il fatto che che il lavoro non è stato puramente "tecnico", da molti ministeri in giornata era stata avanzata la richiesta di un nuovo passaggio nel Cdm che si dovrebbe tenere domani. Un'ipotesi che, a fine mattinata e nel primo pomeriggio, era ritenuta "probabile" da più di un dicastero, di diverso colore politico. Da Draghi però è arrivato lo stop. "Il disegno di legge di Bilancio è stato approvato formalmente dal Consiglio dei Ministri nella riunione di giovedì 28 ottobre. Per questo motivo non si rende necessario alcun nuovo passaggio o esame in Cdm", hanno fatto sapere fonti di Palazzo Chigi poco prima delle 17. Forse, si può ipotizzare, è stato ritenuto troppo "rischioso" riaprire il confronto, dopo essere arrivati non senza fatica a una sostanziale intesa.

Intanto in Senato è atteso il testo e si fanno sempre più rumorose le proteste per il ritardo: i tempi per l'esame sono sempre più stretti mentre è altissima la posta in gioco, come la scelta sulla destinazione degli 8 miliardi di tagli fiscali.

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