Manovra, Brunetta: nessuna politica a favore della crescita

Pol-Afe

Roma, 13 nov. (askanews) - "Di spending review, e più in generale di riduzione della spesa pubblica, neanche a parlarne. Secondo l'UPB, "un aspetto problematico della manovra è relativo agli andamenti fortemente divergenti previsti per le spese e le entrate complessive. Al netto delle clausole di salvaguardia, le maggiori entrate nette si riducono progressivamente a 5,3 e a 3,9 miliardi nel 2021 e nel 2022; le maggiori spese nette, molto inferiori nel primo anno, crescono invece sensibilmente, raggiungendo gli 8,5 miliardi nel 2021 e gli 11,3 miliardi nel 2022, con una componente preponderante di quelle di natura corrente". Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

"La manovra determina spese nette di conto capitale negative nel 2020, positive di 2 e 4 miliardi nel biennio successivo, gli aumenti previsti nell'articolato vengono infatti limitati dalla riduzione di altri stanziamenti di bilancio. Come a dire che mentre la spesa corrente e assistenzialista aumenta, quella per investimenti, tanto invocata dal premier Giuseppe Conte, viene ridotta. Alla faccia delle politiche economiche favorevoli alla crescita", conclude.