Manovra, Brunetta: tornati a Stato etico e di polizia fiscale

Pol-Afe

Roma, 2 nov. (askanews) - "La manovra si caratterizza per essere una vera e propria stangata sulle imprese, che escono come le vere sconfitte da questa tornata. Il Governo, infatti, ha voluto reintrodurre il principio delle 'tasse etiche' o delle 'tasse sul peccato', come dicono nei paesi anglosassoni, con l'intento di giustificarle in nome del fatto che 'lo Stato sa che cosa è giusto o sbagliato per il cittadino'. Il principio di sovranità delle scelte del consumatore, tipico delle economie di mercato, viene così messo da parte. Via libera, quindi, alle tasse su giochi, fumo, zucchero, diesel, plastica e auto, i peccati da colpire degli italiani. Un salasso che colpirà i produttori e che, inevitabilmente, verrà scaricato sul consumatore finale. Con promesse, tra l'altro, di ricavarne gettiti significativi da una parte e di scoraggiare il consumo di questi beni dall'altra, senza accorgersi che i due obiettivi sono alternativi, non complementari. L'ottima "green tax", infatti, è quella che per definizione ha reddito pari a zero, perché disincentiva l'uso del bene tassato. La verità, invece, è che l'obiettivo del Governo è solo quello di fare cassa per trovare risorse con le quali finanziare le due misure assistenzialiste di quota 100 e reddito di cittadinanza, quelle sì, estremamente dannose per l'economia. Senza dimenticare che l'altra metà delle risorse sarà dovuta a maggior deficit e quindi maggior debito. E pazienza se l'obiettivo di riduzione proprio del debito pubblico non sarà raggiunto. L'onere, come al solito, verrà scaricato sulle generazioni e i governi futuri". Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.