Manovra, Cimo-Fesmed "Temiamo per il futuro della sanita'"

Redazione
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ROMA (ITALPRESS) - "Il varo della legge di bilancio 2021 e la prossima discussione sulle risorse da destinare alla sanita' attraverso il PNRR del Governo, fanno scoccare il momento della verita' su futuro del nostro SSN. non possiamo perdere altro tempo per una vera riforma della sanita' pubblica, tassello fondamentale di stabilita' sociale e dei diritti nella nostra democrazia". Lo afferma in una nota la Federazione CIMO-FESMED, che gia' l'anno scorso aveva giudicato del tutto insufficiente l'incremento di 2 miliardi per la sanita' nella legge di bilancio 2020 (da 114,4 a 116,6 miliardi) destinato ai rinnovi contrattuali del personale sanitario, all'aumento del 2% il tetto per acquisto di prestazioni dal privato, al premio alle regioni "virtuose" e all'abolizione del superticket.

"La pandemia ha forzato, con la necessita' e tre decreti urgenti, la destinazione di ulteriori 4,2 miliardi per aumentare il fondo sanitario nazionale per supportare le strutture sanitarie territoriali ed ospedaliere sotto emergenza, soprattutto per il potenziamento delle terapie intensive e subintensive (n. 7.725 posti letto) anche se senza i necessari medici specialisti.

Da una parte sono dunque corrette le dichiarazioni del Ministro della Salute Speranza circa l'incremento, in pochi mesi, di 6 miliardi di euro del FSN, stanziati per affrontare specifici problemi emergenti e straordinari; dall'altra, questi fondi certamente non risolvono la vera sostenibilita' del nostro servizio sanitario in termini di LEA, di offerta sanitaria e di accessibilita' alle cure", prosegue la nota.

"Dobbiamo riconoscere il lavoro costante del Ministro ed apprezziamo le sue dichiarazioni secondo cui "la risorsa piu' importante sono le persone: i nostri medici, i nostri infermieri e i nostri professionisti sanitari". In questa ottica l'incremento di 1 miliardi di euro del FSN, destinato alle indennita' del personale sanitario, l'aumento delle borse di studio per gli specializzandi e l'assunzione di 60.000 persone, testimonia la consapevolezza di dover ripartire proprio dalle risorse umane - sottolinea la CIMO-FESMED -. A questo punto non e' piu' possibile procrastinare, occorre lavorare sull'impianto strutturale del nostro SSN e decidere quale sara' il vero futuro della sanita' italiana. Non ci sembra pero' che si stia partendo con il piede giusto: la Legge di Bilancio 2021 appare perseguire la politica degli ultimi anni e, con i suoi 144 commi in tema di sanita' che sono in gran parte di ordinaria amministrazione, non incide sostanzialmente sul miglioramento del SSN".

"Cio' che veramente interessa e' la volonta' o meno di affrontare una seria riforma del SSN ed in quest'ottica la posizione della Federazione CIMO-FESMED e' piuttosto chiara, coerente e nota da tempo: chiediamo di modificare la governance del nostro Servizio Sanitario Nazionale partendo da una profonda rivisitazione del processo di aziendalizzazione delle strutture sanitarie, dalla revisione dei LEA per garantire una maggiore offerta sanitaria, dal cambiamento delle modalita' di costituzione e ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale, dall'introduzione di modelli di assistenza distrettuale innovativi e, non ultimo, dalle garanzie di maggiore sicurezza ed efficacia delle cure - prosegue la nota -. Probabilmente - il dubbio e' a questo punto lecito - se non ci fosse stata la pandemia sarebbe cambiato poco. Al limite, i provvedimenti adottati possono rappresentare un utile tassello all'interno di un mosaico molto piu' complesso che deve riguardare anche il Recovery Plan e il MES".

"E proprio partendo dai punti di debolezza del sistema evidenziati nel corso della pandemia, gli obiettivi del Governo attraverso il PNRR con i suoi 9 o 15 miliardi di euro stanziati dimostrano, come gia' da noi affermato, la mancanza di una visione ma, soprattutto, gli stessi sono ben distanti da un vero processo di ristrutturazione del SSN - prosegue la federazione -. Ecco perche' riteniamo urgente una profonda rivisitazione degli obiettivi del PNRR, altrimenti diventera' indifferibile ricorrere al finanziamento dei 36 miliardi del MES, sempre che ci sia la volonta' di affrontare, finalmente, la questione sanita'".

"Le dichiarazioni del Presidente Conte purtroppo non ci rassicurano perche' non vediamo la volonta' politica di modificare gli obiettivi previsti dal Recovery Plan e lo stesso Presidente del Consiglio ritiene che l'ipotesi MES porti ad un accumulo del deficit proprio perche' non si intravede nessun concreto progetto di riforma che guardi alla sanita' pubblica e i suoi medici come un fattore produttivo e non un mero costo - conclude CIMO-FESMED -. In altre parole, nei piani del governo non c'e' ancora una vera idea di sanita' del futuro: non tanto in termini ristrutturazione edilizia o di innovazione tecnologica o informatica, quanto di vera riorganizzazione strutturale che assicuri sostenibilita', equita', prevenzione ed accesso alle cure, sicurezza, efficienza clinica ed efficacia delle cure. In quest'ottica, lo ribadiamo ancora una volta, il ruolo del Ministro della Salute diventa fondamentale per sostenere una riforma del SSN o attraverso una radicale revisione del PNRR in tema di sanita' o tramite risorse aggiuntive dal MES, dato che le misure contenute nella legge di bilancio sono sostanzialmente ininfluenti per un vero cambiamento".

(ITALPRESS).

sat/com