Manovra, Crimi: Radio Radicale emittente privata, no a 24 mln

Afe

Roma, 30 ott. (askanews) - "Non c'è alcun 'attacco' o 'difesa' di Radio Radicale. Come non c'è mai stata alcuna intenzione di 'chiudere' la radio. Invito chi ha dubbi a riguardo ad andare a studiare quanti soldi pubblici ha preso la radio del Partito Radicale negli ultimi 30 anni: oltre 300 milioni di euro, elargiti dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Presidenza del Consiglio, per trasmettere senza gara (o meglio, con una sola gara 25 anni fa) l'attività del Parlamento. Eppure c'è già chi svolge un servizio pubblico: è Gr Parlamento. Un'anomalia tutta italiana, che nessuno, ripeto nessuno, si è mai degnato di risolvere in questi decenni. Nessuno, tranne il MoVimento 5 Stelle. E non accetto che si spendano senza problemi ancora soldi dei cittadini, ben 24 milioni per mantenere una radio privata di partito, partecipata da una S.p.A. che fa capo ad una catena di supermercati che fattura oltre 2 miliardi di euro". Lo scrive su Facebook Vito Crimi (M5s), viceministro dell'Interno, già sottosegretario con delega all'Editoria.

"Si fa tanta fatica - aggiunge - a trovare i soldi per pagare gli straordinari delle forze dell'ordine, o per ridurre le tasse alle comunità colpite dal terremoto. Eppure non si fa alcuna fatica a trovarli per Radio Radicale. Com'è possibile? E non vengano a raccontarci la menzogna della 'difesa' del pluralismo dell'informazione: gliel'ha già smontata la Corte Costituzionale, affermando che il pluralismo non dipende dai contributi all'editoria. Non sono i soldi dello Stato a rendere 'liberi' i giornalisti, ma l'indipendenza da interessi privati o di partito, il coraggio di raccontare sempre la verità, la volontà di non piegarsi mai".