Manovra, è caos: slitta il Cdm, scontro su tasse e Quota 100

Il premier Giuseppe Conte (REUTERS/Remo Casilli)

Ultime ore disponibili prima di dover mandare a Bruxelles la bozza del piano programmatico di Bilancio. E la "quasi intesa" sulla legge rischia ora di saltare. E’ scontro, infatti, tra Pd e M5s, con Italia Viva pronta a metterci il carico. Ad alimentare tensioni ci sono il taglio del cuneo fiscale ai lavoratori e l'ipotesi di rimettere mano a Quota 100, oltre ad altre questioni, dal carcere agli evasori fino alle "micro tasse" denunciate da Renzi.

Le coperture

Il puzzle delle coperture è stato definito solo nella tarda serata di lunedì quando il ministero dell'Economia ha annunciato che nel decreto fiscale è prevista una maxi proroga di pagamenti per le partite Iva, quelle sottoposte ai nuovi Isa (che hanno sostituto gli studi di settore) e quelle con pagamento forfettario. Vale 3 miliardi di euro e aiuta a pagare le ultime poste previste.

Per ora, si contano un aumento da circa 300 milioni della dote per il taglio del cuneo fiscale (che passerebbe da 2,7 a 3 miliardi), i fondi per eliminare il superticket (circa 500 milioni) e i circa 900 milioni aggiuntivi (da dividere nel biennio 2020-21) per il rinnovo del contratto del pubblico impiego.

Sul fronte fiscale il decreto che accompagna la Manovra indica un recupero di evasione da circa 3,3 miliardi tra stretta sulle compensazioni fiscali e lotta alle frodi Iva sui carburanti, cui si aggiungerà 1 miliardo dalle compensazioni Inps. Ci sono poi i 600 milioni della web tax, i 600 milioni di aumenti su giochi e sigarette, e un extra gettito Iva non calcolato nelle stime della nota di Aggiornamento al Def che, secondo la maggioranza, dovrebbe consentire di raggiungere lo 0,4%, cioè circa 7,2 miliardi, di entrate aggiuntive e lotta all'evasione.

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Scintille tra Pd e M5s

Pd da una parte, M5s dall'altra, e Italia Viva di Matteo Renzi che cerca di ricavarsi uno spazio. I dem rivendicano, con soddisfazione, l'aumento degli stipendi grazie alla riduzione del cuneo fiscale. Ma la definizione della manovra, con il Cdm per l’approvazione del Dpb slittato a martedì sera (mentre quello per il via libera alla manovra e al Dl fiscale è stato calendarizzato lunedì 21 ottobre) lascia più di uno strascico nella maggioranza.

Come annunciato dallo stesso premier Giuseppe Conte ad Avellino, lunedì sera si sarebbe dovuto tenere un vertice di maggioranza ma, sottolineano fonti vicine ai ministri Pd, a farlo saltare sarebbe stato il M5s, lasciando "infastiditi" i dem per "la solita tecnica di far saltare gli incontri invece di risolvere i problemi". Su Quota 100, altro tema al centro del confronto di maggioranza, le stesse fonti spiegano che il Pd è "felice di evitare di toccare le finestre, ma vanno trovate risorse alternative che non possono gravare sul cuneo".

A chiarire la posizione del Pd era stato in serata Dario Franceschini (in un tweet subito rilanciato da Nicola Zingaretti): "Per noi irrinunciabile l’aumento degli stipendi grazie alla riduzione delle tasse. Poi niente aumento Iva, eliminazione superticket, asili nido gratuiti, fondo famiglie, piano casa, lotta all’evasione, più investimenti dei comuni, green economy. Le idee Pd sono nella legge di bilancio", aveva scritto il capo delegazione dem al governo.

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I sindacati: “Quota 100 non va toccata”

“Su Quota 100 - ha riferito la segretaria generale della Cisl Anna Maria Furlan - abbiamo ribadito che non va toccata per il 2020, le persone ormai si sono create delle aspettative, da subito siamo disponibili ad aprire un tavolo sulla previdenza che faccia davvero superare la legge Fornero". Il governo, almeno per quanto riguarda i ministri presenti all'incontro, sarebbe intenzionato a non introdurre modifiche in corsa. "Non mi sembra - ha proseguito Furlan - ci sia la volontà da parte del ministro del Tesoro e del Lavoro di rivedere in corso d'opera Quota 100. Non ho notato voglia particolare, senza accordo con le parti sociali di fare cose invasive".

Anche per il leader della Cigl, Maurizio Landini, "nel 2020 è utile che quota 100 rimanga così e su questo c'è stato l'impegno di aprire un confronto per arrivare a una revisione della riforma Fornero".

"Siamo d'accordo tutti che non si tocca sul 2020 - ha precisato il segretario della Uil Carmelo Barbagallo - perché altre soluzioni si potranno trovare solo quando discuteremo tutto il complesso della riforma delle pensioni. Il governo è diviso su questo ma noi riteniamo che non va toccata Quota 100. Gualtieri ha detto che il tema sarà oggetto di valutazione e la ministra del Lavoro Catalfo era più d'accordo con noi su questo".

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Salvini all’attacco

"Quota 100 non è un obbligo ma una possibilità. Al posto di chi va via entreranno tot ventenni, poi vedremo a fine anno. Non capisco perché al governo stanno litigando su quota 100 mentre non parlano di reddito cittadinanza che non sta funzionando, perché non fanno un confronto su questo?", ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, ospite a Quarta Repubblica su Rete 4.

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