Manovra, è rottura governo-sindacati. Landini: "Valuteremo mobilitazioni"

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Rinnovo di opzione donna per il 2022 e ampliamento dell'Ape sociale a nuove categorie di lavori gravosi, con l'aggiornamento dell'elenco attualmente esistente, nessun accenno a quota 102, mentre a decidere della destinazione degli 8 miliardi appostati sul capitolo fisco sarà il Parlamento. Il nulla di fatto nell'incontro tra il premier Mario Draghi e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri rende ancor più teso il confronto tra governo e sindacati sulla manovra che l'esecutivo ha detto chiaramente di voler portare, con questo perimetro, al tavolo del Consiglio dei ministri.

"L'incontro non è andato bene": sulle pensioni ci sono "solo 600 milioni. Non ci sono risposte sulla riforma complessiva necessaria. Il sindacato valuterà nei prossimi giorni forme e strumenti di mobilitazione per fare scelte adeguate" ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, all'uscita da Palazzo Chigi. E ha aggiunto: "Per la riforma fiscale c'è l'indicazione di una cifra quantificata in 8 miliardi ma non c'è una scelta del governo su dove andranno le risorse. Da quello che ci hanno detto il governo lascerà al Parlamento la possibilità di decidere dove impegnare le risorse". "Per quello che ci riguarda - ha concluso - questo è il tempo di dare soldi ai lavoratori e ai pensionati, attraverso il cuneo fiscale e l'Irpef. Tanti soldi si sono dati alle aziende, senza causalità e condizionalità. Quelle risorse devono essere usate su lavoratori e pensionati e su questo il governo non sceglie".

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Gli fa eco il segretario Cisl, Luigi Sbarra: il confronto con il governo è stato "insufficiente" e i sindacati valuteranno nei prossimi giorni, dopo l'approvazione della manovra in Cdm, "come dare luogo a una fase di mobilitazione a sostegno delle rivendicazioni". "Abbiamo posto al governo una questione di metodo - continua -, questa legge di stabilità rischia di venire avanti con grandi squilibri per il mancato confronto con parti sociali e sindacati. Ci sono luci e ombre: bene la proroga di ape sociale e proroga di opzione donna, le risorse per assicurare il rinnovo dei contratti, bene il rafforzamento con 2 miliardi del fondo sanitario nazionale ma sono largamente insufficienti le risorse per la riforma ammortizzatori sociali, non ci sono risorse adeguate per la riforma della non auto sufficienza, e per noi è importante assumere il principio che la previdenza e le pensioni non sono un dettaglio, e un problema di sostenibilità sociale".

""Con 600 milioni non fai una riforma degna di questo nome. Se giovedì (al Cdm sulla manovra, n.d.r.) il governo confermerà questa impostazione nei prossimi giorni valuteremo iniziative unitarie di mobilitazione", ha detto il segretario Cgil Maurizio Landini a chi gli ha chiesto se il sindacato stia pensando anche allo sciopero generale. "E' chiaro quello che ci siamo detti stasera, nessuno può dire che non ha capito", ha affermato ancora Landini. "Se poi vorranno confrontarsi con noi siamo pronti a farlo giorno e notte, ma se non dovesse avvenire valuteremo quello che il governo fa e decideremo le iniziative di mobilitazione più adatte", ha concluso.

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