Manovra, malumori Pd-M5S

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Il Pd rivendica, con soddisfazione, l'aumento degli stipendi grazie alla riduzione del cuneo fiscale. Ma la definizione della manovra, con il Cdm slittato a domani sera, lascia più di uno strascico nella maggioranza.  

Come annunciato dallo stesso premier Giuseppe Conte ad Avellino, questa sera si sarebbe dovuto tenere un vertice di maggioranza ma, sottolineano fonti vicine ai ministri Pd, a farlo saltare sarebbe stato il M5s, lasciando "infastiditi" i dem per "la solita tecnica di far saltare gli incontri invece di risolvere i problemi". Su Quota 100, altro tema al centro del confronto di maggioranza, le stesse fonti spiegano che il Pd è "felice di evitare di toccare le finestre, ma vanno trovate risorse alternative che non possono gravare sul cuneo".  

A chiarire la posizione dem era stato in serata Dario Franceschini (in un tweet subito rilanciato da Nicola Zingaretti): "Per noi irrinunciabile l’aumento degli stipendi grazie alla riduzione delle tasse. Poi niente aumento Iva, eliminazione superticket, asili nido gratuiti, fondo famiglie, piano casa, lotta all’evasione, più investimenti dei comuni, green economy. Le idee Pd sono nella legge di bilancio", aveva scritto il capo delegazione dem al governo.