Manovra, Marattin: no aumento Iva, ne va di credibilità di tutti

Pol/Vep

Roma, 30 set. (askanews) - "Se a inizio settembre si fa un governo (per alcuni umanamente molto difficile) per evitare l'aumento dell'Iva, poi a fine settembre non si può fare una manovra che - alla fin fine - preleva dalle tasche degli italiani miliardi in più di Iva. Perchè ne va della credibilita' della politica e di tutti noi". Lo scrive Luigi Marattin, esponente di IV, su facebook.

Per Marattin "la sfida della trasformazione digitale e della lotta all'evasione è un obiettivo assolutamente condiviso, ma non credo sia scritto da nessuna parte che debba essere fatto aumentando le tasse per chi sceglie di pagare in contanti (che, tra le altre cose, non lo rende automaticamente un evasore). Misure come il completo incrocio di banche dati o la piena applicazione del confronto tra dichiarazioni di reddito e movimentazioni di conto corrente sono altrettanto (se non più) efficaci nel combattere l'evasione; allo stesso modo l'azzeramento delle commissioni bancarie per le carte di credito è già un ottimo passo per la digitalizzazione dei pagamenti".

"La riduzione delle tasse sul lavoro è un obiettivo di tutti. Particolarmente, non si offenda nessuno, di chi negli anni scorsi lo ha fatto con miliardi di euro (10 mld per gli '80 euro', 6 mld con l'IRAP costo del lavoro) e non solo a chiacchiere. Ma - sottolinea l'esponente di Italia Viva - non sono sicuro che abbassare marginalmente le tasse sul lavoro e aumentarle (in misura maggiore) sui consumi sia la cosa che serve all'Italia del 2020. Per prima cosa evitiamo le tasse sui consumi, come abbiamo promesso. E poi troviamo il modo di fare una riduzione triennale e credibile delle tasse sul lavoro, anche iniziando da subito. Ma questa si fa abolendo quota 100 (o lavorando su altre voci), non certo aumentando altre tasse".