Manovra, Marattin: non sono un bullo ma non porgo l'altra guancia

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Roma, 2 ott. (askanews) - "Io mi sono soltanto battuto per evitare l'aumento dell'Iva, mentre lui negava dei dati di fatto". Luigi Marattin, vice capogruppo alla Camera di Italia Viva in un'intervista a Repubblica replica così al ministro Dario Franceschini che lo ha accusato di avere "smania di visibilità".

"Non sono tipo che porge l'altra guancia. Se mi attaccano io replico", dice Marattina a proposito dello scontro via twitter con l'esponente del P

I suoi ex colleghi del Pd temono il suo protagonismo. Perfino Calenda ha detto che lei è un campione del mondo nel controcanto. "Ha ragione, ma lo faccio perché non voglio che aumentino le tasse". Renzi l'ha nominata "il volto di Italia Viva". "Mi fa piacere, ma ho un età in cui ai complimenti si risponde dicendo grazie e cercando di meritarseli", risponde il deputato renziano.

Marattin spiega di provenire dai Ds, "ma dai liberal di Enrico Morando. Eravamo quelli che ci battevamo per le liberalizzazioni". E' di sinistra? "Se è dare un'opportunità a tutti lo sono ancora, se significa mantenere le protezioni in un mondo del lavoro che non c'è più non lo sono".

A chi gli chiede perché ha lasciato il Pd Marattin dice: ""Volevo un posto dove poter dire, ad esempio, che la patrimoniale non si può fare, senza passare per uno di destra. O farsi rinfacciare da metà partito di avere fatto il Jobs Act". E parla anche dei rapporti con Luigi Di Maio: "Ho parlato con lui la prima volta domenica al vertice a palazzo Chigi ed eravamo entrambi d'accordo sul non aumentare l'Iva". E a chi lo ha definito il bullo di Italia Viva, risponde: "Non mi ci ritrovo. Sono una persona timida, anche se non sembra".