"Manovra non espansiva ma si è fatto il meglio che si potesse fare", dice Cottarelli

Danilo Di Mita

La manovra di bilancio per il 2020 "non sarà affatto espansiva", non potrà "stimolare la crescita" dell'economia nazionale, al contrario delle previsioni e intenzioni del governo. Ne è convinto il Direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano, Carlo Cottarelli, commentando con l'AGI l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del documento programmatico da inviare a Bruxelles sulla legge di bilancio per il 2020. 

Il governo, nel corso di una riunione fiume del consiglio dei ministri, ha approvato il Documento programmatico di bilancio da consegnare alla Commissione europea, una sorta di bozza semplificata della legge di Bilancio. Professore Carlo Cottarelli, le piace?

Non è una questione se mi piaccia o meno. Rilevo che, aldilà delle intenzioni e degli annunci del governo, siamo in presenza di una manovra che non sarà affatto espansiva, non potrà stimolare la crescita dell'economia nazionale.

Si poteva essere più coraggiosi, osare di più?

Non credo, con un debito pubblico così elevato e una crescita del Prodotto interno lordo pressoché piatta, i margini di manovra erano pochi. Del resto con un rapporto deficit/Pil per 2020 fissato al 2,2%, su valori simili allo scorso anno, possiamo senz'altro dedurre che si è fatto il meglio che si potesse fare.

Eppure, lo scorso anno, in condizioni forse persino più complesse per varie ragioni, sono stati varati provvedimenti come il Reddito di cittadinanza e Quota 100. Erano per caso mosse azzardate che il Conte-bis non vuole ripetere?

Diciamo che questo governo non vuole correre il rischio di allarmare, oltre che le autorità di Bruxelles, i mercati, con il rischio di fare incrementare il livello dello spread e con esso la spesa per rifinanziare il nostro debito pubblico. Insomma, siamo quasi davanti al ‘vorrei ma non posso', tra l'altro con un ampio ricorso a varie misure piccole e sparse qua e là. Posso aggiungere una cosa?

Prego professore.

Diversi provvedimenti contemplati nel Documento, come accaduto anche nel recente passato, sono differiti nel tempo, come per esempio alcuni interventi per la riduzione della pressione fiscale che partiranno a luglio e non a gennaio 2020, oppure quello sugli asili nido che partirà solo dal prossimo anno scolastico. Si tratta di un modo, come ha fatto il precedente governo, di rinviare la ricerca delle varie coperture a chi viene dopo: ora c'è questo governo, vediamo chi ci sarà l'anno prossimo di questi tempi.

Si sapeva che una parte consistente della manovra di bilancio sarebbe stata monopolizzata dalla necessità di scongiurare l'incremento dell'Iva. Beh, questo rischio è stato evitato.

Bene così, però bisogna anche ricordare che una decina dei 23 miliardi necessari a questo scopo deriva da misure individuate a luglio scorso dal precedente governo, oltre che dalla riduzione delle spese sugli interessi pubblici in virtù del calo dello spread.

Professore Cottarelli, lei è anche il Direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica: come giudica gli impegni contenuti nel Documento che vanno nella direzione del contrasto all'evasione fiscale?  

Va senza dubbio nella giusta la riduzione della soglia della soglia dei pagamenti in contanti (scesa da 3 mila a mille euro, ndr.). Poi trovo positiva la riduzione (da quasi 7 a circa 3 miliardi di euro, ndr) della previsione delle risorse derivanti dal contrasto all'evasione, una stima più verosimile della precedente e dunque piu' accettabile a Bruxelles.

Da più parti si sostiene che i margini per intervenire su due delle misure simbolo della legge di bilancio per il 2019, ovvero il Reddito di cittadinanza e Quota 100, erano ridotti.

Dire che era prevedibile che il Reddito di cittadinanza era inviolabile è pleonastico, del resto il Movimento 5 Stelle che l'ha fortemente voluto è ancora al governo.

E su Quota 100?

I risparmi derivanti da una sua eventuale abolizione, posto che non si può richiamare a lavoro chi ne ha già beneficiato, sarebbero stati tutto sommato limitati per il prossimo anno, che contempla una previsione di spesa tra i 500 milioni e il miliardo di euro, anche se la previsione più attendibile è verso la parte bassa di questa forchetta. Un risparmio dunque tutto sommato modesto, mentre il costo politico da pagare alla Lega, sponsor del provvedimento, sarebbe stato elevato.

Quindi Quota 100 è destinata a rimanere fino alla sua scedenza?

Credo di sì, la frittata ormai è fatta.

Lei è stato anche Commissario per la spending review. Su questo fronte cosa pensa dell'impegno del governo?

Sospendo il giudizio: vediamo cosa accadrà quando la Manovra approderà all'esame del Parlamento.