Manovra oggi in cdm, ma restano nodi da sciogliere

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante una seduta della Camera dei Deputati a Roma

di Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - La prima manovra di bilancio targata Giorgia Meloni vedrà oggi la luce e avrà un valore superiore a 30 miliardi di euro tra nuovi interventi sulle bollette e prime misure volte a ridurre il carico fiscale.

Il Consiglio dei ministri è stato ufficialmente convocato alle 20,30. Nel mentre i tecnici del Tesoro e i principali dicasteri coinvolti cercano di chiudere l'articolato, nonostante siano ancora molti i nodi da sciogliere, riferiscono fonti governative.

Lato coperture circa il 70% delle misure in cantiere viene finanziato con il ricorso al deficit, indicato l'anno prossimo al 4,5% del Pil dal 3,4% a legislazione vigente.

Circa 3 miliardi di euro dovrebbero derivare dalla nuova tassa sugli extra profitti delle società energetiche che hanno beneficiato dell'impennata nei prezzi energetici.

Con un'aliquota del 33% o più, l'imposta recepisce lo schema proposto dalla Commissione europea ed è destinata a rimpiazzare la tassa introdotta quest'anno da Mario Draghi, che ha innescato contenziosi legali con le imprese colpite e prodotto un gettito inferiore di circa il 50% alle previsioni iniziali.

Altre potenziali fonti di copertura sono l'imposta sulle consegne a domicilio, con cui il governo vorrebbe aiutare i piccoli esercenti a stare a galla a fronte della concorrenza di Amazon, e una decurtazione dei circa 9 miliardi stanziati nel 2023 per il reddito di cittadinanza. Entrambi gli interventi suscitano tuttavia tensioni in maggioranza e potrebbero saltare o uscire dal Cdm fortemente ridimensionati.

Sul fronte degli impieghi, il governo spenderà più di 21 miliardi di euro il prossimo anno per aiutare le imprese e le famiglie a pagare le bollette di luce e gas, hanno detto le fonti.

Una dote di circa 5 miliardi di euro dovrebbe andare a ridurre il "cuneo fiscale", la differenza tra lo stipendio pagato dal datore di lavoro e quello portato a casa dal lavoratore, a beneficio dei lavoratori a basso e medio reddito.

La difesa del potere d'acquisto a fronte di una inflazione a due cifre è una delle priorità del nuovo governo di destra, soprattutto in un contesto macroeconomico in rapido deterioramento, con il Pil visto crescere dal Tesoro solo dello 0,6% nel 2023 a fronte del 3,7% atteso nel 2022.

Attuando una delle misure di punta del programma di Fratelli d'Italia, Meloni estenderà l'imposta sostitutiva del 15% ai lavoratori autonomi con redditi annuali fino a 85.000 euro, rispetto all'attuale tetto di 65.000 euro.

Tra le misure più controverse, la maggioranza è orientata a disporre lo stralcio dei ruoli emessi fino al 2015 entro i 1.000 euro.

Lato pensioni, in attesa di definire l'ennesima riforma, la manovra introdurrà un regime temporaneo nel 2023, consentendo il ritiro dal lavoro a 62 anni purché si siano versati 41 anni di contributi.

Quest'anno l'accesso alla pensione avviene con quota 102 tra età anagrafica e contributi versati, con un'età minima di 64 anni.

Altre possibili misure includono l'esenzione temporanea dell'Iva su beni di prima necessità come pane e pasta, o in alternativa sui prodotti per l'infanzia e l'igiene femminile.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Sabina Suzzi)