Manovra, Patuanelli: “Plastic-tax rinviata di 6 mesi”

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Manovra. Il ministro Patuanelli comunica il rinvio della plastic-tax per rimodularla. Conte annuncia ammenda sulle auto aziendali. Restano poche ore per riformulare gli emendamenti giudicati inammissibili dalla Commissione Bilancio: sono ben 184.

Plastic-tax rinviata

La Commissione Bilancio al Senato, dopo aver giudicato inaccettabili ben 184 emendamenti alla Manovra, ha dato tempo fino a stasera – martedì 26 novembre ore 19 – per riformulare le proposte non valide e ripresentarle. Le prime, secondo quanto trapelato, ad essere state rimaneggiate sarebbero plastic-tax e auto aziendali. Un dimezzamento della prima e un ampliamento dei prodotti esentati dal nuovo prelievo è su quanto vorrebbe lavorare il governo, secondo quanto riferito da alcune fonti interne, e che vorrebbe escludere sia prodotti contenenti una parte riciclata, sia quelli compostabili. Una misura già presente nella legge di bilancio, pronta a essere modificata, e che verrà rivista nel corso dell’esame parlamentare. Sull’argomento è intervenuto Stefano Patuanelli, ministro per lo Sviluppo Economico, durante un audizione al Senato: “Inizialmente la plastic tax era prevista al primo gennaio. Ho chiesto esplicitamente che fosse traslata almeno di 6 mesi e visto che comunque incide probabilmente in modo troppo rapido sul nostro sistema produttivo la rimoduliamo“. Una mossa per allungarla nel tempo e limitarne l’effetto sui prodotti che impattano notevolmente l’ambiente, della quale molti includono le plastiche non riciclabili.

Parola a Conte

Un pacchetto che aveva previsto inizialmente 4500 proposte di modifica alla legge di bilancio, sceso poi velocemente a 700 grazie al meccanismo degli emendamenti “segnalati”, ovvero quelli considerati più importanti dai partiti. Il premier Giuseppe Conte è altresì intervenuto parlando delle auto aziendali: “Sulle auto aziendali dobbiamo fare ammenda: con umiltà ci siamo messi al lavoro per rimodulare la misura fino a svuotarne l’effetto negativo che potrebbe avere sul sistema produttivo”. Se i 184 emendamenti inammissibili fossero confermati, all’esame in Commissione ne resterebbero circa 500 segnalati come prioritari dai gruppi parlamentari da esaminare.