Manovra, più cari giochi e sigarette.

Giuseppe Colombo

Giuseppe Conte ne fa una questione di dettagli tecnici, ma l’ultimo scoglio sulla strada dell’approvazione della manovra è tutto politico. Si chiama quota 100, misura bandiera e irrinunciabile per i 5 stelle. I renziani vogliono cancellarla, i grillini non vogliono che si tocchi. E poi c’è il Pd, che è disposto a far slittare l’ultima finestra d’uscita per la pensione anticipata. Le distanze, cristallizzate durante il vertice notturno a palazzo Chigi, non si sono ancora chiuse. La questione sarà il convitato di pietra al Consiglio dei ministri decisivo che si terrà in serata: si deciderà lì come uscire da questo labirinto senza generare ulteriori tensioni e fibrillazioni nella maggioranza. Luigi Di Maio brandisce in anticipo il peso in Parlamento: “Non ci sono i voti per riuscire ad abolire quota 100, resterà una fantasia di Italia Viva”. 

I renziani, però, tengono il punto. Nella sua e-news, Matteo Renzi insiste: “Via quota 100, più risorse ai figli e ai salari”. Se la discussione politica su quota 100 deve trovare ancora una sintesi politica, l’altro pezzo mancante della legge di bilancio, cioè le coperture, è vicino all’incastro definitivo. Due fonti di governo del Pd rivelano a Huffpost che la quadra è già nelle cose: mancavano 3,5 miliardi, ora non più. Come? Il grosso arriverà da una revisione delle stime degli incassi Iva. L’extragettito tributario sarà più generoso e questo mette la strada in discesa. Altre risorse saranno garantite dall’introduzione della tassa sulla plastica: il balzello andrà a colpire gli imballaggi, dalle bottiglie alle confezioni per gli alimenti. E poi ci sono due bacini da cui vengono spesso attinte risorse quando le manovre fanno fatica a trovare i soldi necessari: i giochi e le sigarette. Pagheranno il conto anche questa volta. Dai primi arriveranno circa 400 milioni mentre è ancora in corso di definizione la stima precisa dell’incasso che si otterrà dall’intervento sulle...

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