Manovra, 'sugar tax' sulle bevande

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"Il ministro dell’Economia Gualtieri conferma che la manovra conterrà un intervento per disincentivare l’assunzione di bevande zuccherate attraverso la leva fiscale. Come auspicato dal ministro Lorenzo Fioramonti, cominciamo finalmente a disincentivare i comportamenti dannosi per la salute e a rispondere all'appello dell'Organizzazione mondiale della Sanità per contrastare l’elevato tasso di obesità infantile e malattie diabetiche nel nostro Paese. Le risorse recuperate dalla cosiddetta 'sugar tax' sulle bevande dovranno servire a far risparmiare le famiglie con figli a scuola e all'università e vanno investite in innovazione e ricerca. Solo così garantiamo davvero un futuro ai nostri giovani e al nostro Paese". Lo affermano le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle nelle commissioni Cultura e Affari sociali alla Camera. 

CONTE - La manovra economica 2020 prevede "interventi selettivi" che aggravano il carico fiscale per alcuni settori, come per le aziende che producono merci "altamente inquinanti", ma nel suo complesso "la redistribuzione selettiva avvantaggia lavoratori e famiglie": è quanto dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles. "Abbiamo parlato di svolta, di riorientamento produttivo verso un'Italia più verde, più pulita: di qui un aggravio che va a pesare su chi produce imballaggi in plastica e prodotti altamente inquinanti. Si incrementa anche per i tabacchi, per le vincite alle slot machines e anche la cosiddetta 'sugar tax', ma solo per le bevande altamente zuccherate", conclude il premier 

ASSOBIBE - Per gli stessi motivi per cui si è ritenuto di non aumentare l’Iva, "non è comprensibile l’introduzione di una serie di misure fiscali che aumenteranno il costo dei prodotti" fa sapere Assobibe. "Se da una parte il Paese ha bisogno di facilitare la crescita e queste misure vanno in una direzione opposta, dall’altra è incomprensibile parlare di 'sugar tax' quando si escludono tutti i prodotti contenenti zucchero e si applica solo alle bevande zuccherate, che in Italia hanno consumi contenuti e in calo da 10 anni. Una tassa aggiuntiva è sbagliata sia sulle merendine, sulle bevande e su qualsiasi alimento. Sfugge peraltro la logica che porta a identificare un segmento in calo costante (-25% in ultimi anni)" sottolinea l'associazione degli industriali delle bevande.