Manovra: tassa sulle micro-vincite, stangata jackpot Superenalotto

tassa sulle vincite

L’intenzione del governo giallo rosso è quella di inserire nella manovra delle misura che possano far entrare nelle casse dello stato nuove risorse. La proposta è quella di aggiungere una maxi-tassa per le super vincite al Superenalotto. La buona notizia, però, è che se tale provvedimento diverrà effettivo, i suoi effetti non saranno retroattivi. Il vincitore dei 209 milioni di euro del Superenalotto, dunque, può ritenersi ancora più fortunato. Secondo la tassa che intende inserire l’esecutivo, infatti, l’anonimo fortunato di Lodi avrebbe dovuto sborsare allo Stato 48 milioni di euro.

Maxi-tassa sulle vincite

Il governo ha previsto l’inserimento nella prossima Manovra di una maxi-tassa sulle vincite al Superenalotto: il prelievo sarà del 23% anziché l’attuale 12%. In futuro, quindi, coloro che vinceranno più di 100 milioni di euro dovranno versare allo Stato il 23% della somma percepita. L’intenzione, inoltre, è quella di inserire una serie di scaglioni proprio come avviene per l’Irpef.

Micro tassa

Oltre a ciò, però, è prevista anche un ulteriore novità: la tassa sulle micro vincite, ovvero quelle inferiori ai 500 euro. Fino ad oggi, infatti, tali vittorie erano esenti dal versamento, ma l’idea è quella di raccogliere poco denaro da molti cittadini. Secondo alcuni dati, in Italia vengono giocati ogni anno almeno 100 milioni di euro, ma i soldi che escono effettivamente dai portafogli sono circa 20 milioni. I restanti 80 milioni vengono rigiocati: proprio questo è il punto cruciale della micro-tassa. Una vincita di 5 euro al Gratta&Vinci scenderebbe a 4,4 euro. Dunque l’effetto desiderato dallo Stato potrebbe non essere raggiunto.

Sugar tax: è polemica

Una discussione a parte va fatto, infine, per la tassa sulle bevande zuccherate: il prelievo ammonterebbe allo 0,25%. “Leggiamo con stupore – ha dichiarato Assorbibite – che un aumento di 10 centesimi sul prezzo medio di un litro di bevanda sarebbe ininfluente, secondo i promotori di una sugar tax da inserire nella prossima manovra finanziaria. Aranciate, cedrate, chinotti, cole e gassose subirebbero un aumento del 10% sul prezzo medio al litro. Una penalizzazione di molto superiore all’aumento dell’Iva (dal 22 al 25.2%) che è sembrato assodato che fosse una misura da evitare stante gli effetti depressivi”.