Manovra economica: iniziato il Consiglio dei Ministri decisivo

Consiglio dei Ministri manovra

Era previsto per le 21:00 il Consiglio dei Ministri che entro la mezzanotte dovrà inviare il Documento programmatico di bilancio a Bruxelles con i provvedimenti che saranno poi discussi e inseriti nella manovra economica. Dopo la riunione tra Conte, il ministro dell’Economia e i tecnici economici la riunione è ufficialmente iniziata con due ore di ritardo. Nonostante non presenti nell’ordine del giorno, si esamineranno anche il Decreto fiscale e il Ddl di bilancio. Potrebbero però essere approvati “salvo intese” e trasmessi alle Camere entro o poco dopo il termine del 20 ottobre, che non è comunque perentorio.

Manovra, i temi del Consiglio dei Ministri

In giornata Gualtieri ha assicurato che il quadro di fondo delle misure economiche sarebbe definito e che la riunione sarebbe servita solo a rivedere alcuni dettagli. Il Partito Democratico parla di “un investimento di 50 miliardi per incentivare la competitività e allargare il campo dello sviluppo sostenibile“. Assicura che l’Iva non aumenterà e che ci saranno meno tasse per i lavoratori.

Di fatto però nella maggioranza ci sono ancora alcune tensioni, in primis su Quota 100. Conte e i Cinque Stelle hanno assicurato che la riforma delle pensioni approvata lo scorso anno si toccherà, ma si dovranno confrontare con i renziani che invece ne vorrebbero l’abolizione. Queste infatti le parole del leader di Italia Viva: “Chi va in pensione prima costa allo Stato 20 miliardi in tre anni. Io vorrei che quei soldi andassero a finire nella busta paga dei lavoratori, non a chi smette prima di lavorare“.

Una delle ipotesi in campo per mediare è che si allunghino le finestre di accesso a coloro che hanno maturato i requisiti per l’anticipo pensionistico. Questi dovrebbero così attendere sei mesi e non tre per lasciare effettivamente il lavoro, ricetta che però non è condivisa da tutti. I denari ricavati verrebbero utilizzati per il taglio del cuneo fiscale.

Tra le altre misure in discussione ci sarebbe il taglio del superticket, ovvero i 10 euro che si pagano in diverse regioni italiane per le visite specialistiche. Il fondo per le famiglie potrebbe poi allargarsi dai 500 milioni previsti a 2 miliardi, il che potrebbe consentire di rendere gli asili nido gratuiti.

Il nodo coperture

Resta ora da trovare tutte le coperture necessarie a realizzare i provvedimenti proposti. Per questo il governo punta a ridurre i pagamenti in contanti, ponendo un tetto massimo di 1.000 euro spendibili, per stimolare quelli elettronici. Potrebbe poi essere istituita una nuova tassa per le aziende che usano plastica per imballaggi e bibite, oltre a maggiori imposte su tabacchi e la riduzione del bonus sul diesel.

In ultimo c’è l’ipotesi di ridurre fino all’azzeramento le detrazioni fiscali per redditi superiori a 100-120.000 euro l’anno. Questo coinvolgerebbe l’1% dei contribuenti su spese del 2020 e dichiarazioni del 2021.

Certamente nelle ultime ore il quadro si è semplificato, dopo che il Ministero per l’Economia ha affermato di aver trovato un tesoretto di 3 miliardi derivanti dalle tasse delle partite iva, il cui pagamento è stato rinviato da novembre 2019 a marzo 2020. Ma i soldi da trovare restano comunque ancora molti.