Manovra, Upi: finalmente si torna ad investire sulle Province -2-

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Roma, 5 nov. (askanews) - "Certo - sottolinea de Pascale - per il prossimo triennio 2020-22 i fondi sono ancora pochi: a fronte del fabbisogno che avevano rilevato con i nostri monitoraggi di 2 miliardi per mettere in sicurezza i 130 mila chilometri di rete viaria provinciale su cui insistono oltre 30.000 tra ponti viadotti e gallerie, il Governo ha previsto solo 400 milioni. Quanto alle scuole superiori, sono stanziati solo 450 milioni dal 2020 al 2022, a fronte di un fabbisogno stimato di oltre 2,5 miliardi. Per contro però la garanzia di risorse fino al 2034 ci permette per la prima volta da anni, di programmare gli investimenti e consolida il ruolo delle Province nel sistema di amministrazione dei territori.

Restano però ancora aperti alcuni nodi critici, primo fra tutti l'assenza in manovra di risorse per la spesa corrente, necessarie per garantire a tutte le Province la possibilità di erogare i servizi ai cittadini. Ancora una volta poi, in maniera del tutto incomprensibile, non si permette alle Province, svuotate dopo l'esodo imposto nel 2015, di avviare un piano serio di assunzioni di personale, indispensabile proprio alla luce dei nuovi fondi per gli investimenti assegnati a queste istituzioni. Assurdo poi che si preveda un fondo pe la progettazione di oltre 2,7 miliardi e che si escludano Province e Città metropolitane dalla possibilità di accedere a queste risorse, destinate esclusivamente ai Comuni. Si tratta di temi per noi essenziali - conclude de Pascale - che porteremo all'attenzione del Parlamento e su cui chiederemo sostegno e risposte a maggioranza e opposizione".